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17.02.2018

Il mondo scopre il paese delle medaglie

La pagina della Gazzetta dello Sport dedicata all’impresa di Tumolero e a Roana, paese delle 4 medaglie Floriano Martello
La pagina della Gazzetta dello Sport dedicata all’impresa di Tumolero e a Roana, paese delle 4 medaglie Floriano Martello

Non di solo cimbro vive Roana. Il secondo Comune dell’Altopiano non è solo il guardiano dell’antico idioma altopianese per cui viene spesso associato. Roana è anche fucina di campioni, contando numerosi olimpionici tra i suoi abitanti che hanno portato il nome del paese alla ribalta delle cronache sulle maggiori testate giornalistiche nazionali e internazionali. Se altre frazioni del Comune dei sei campanili hanno sfornato fondisti e sciatori, la frazione di Roana è soprattutto nota per i suoi pattinatori di velocità. Da Floriano Martello olimpionico ad Innsbruck nel 1976 a Enrico Fabris tre volte olimpionico da Salt Lake City del 2002 a Vancouver 2010 con l’intermezzo trionfale di Torino 2006. Proprio ieri sera la comunità roanese, assieme all’Amministrazione comunale, si è riunita per allestire un nuovo “bentornato campione” per il nuovo ambasciatore di Roana, Nicola Tumolero, al suo ritorno in paese previsto per il 25 febbraio. Tutti campioni che sono stati plasmati dalla stessa macchina, la Sportivi ghiaccio Roana. «Sodalizio nato nel 1969 per affermarsi come società sportiva due anni dopo – ricorda Floriano Martello – per non fermarsi più. Una società che ha raccolto, e attorno al quale ancora gravitano, decine di giovani pattinatori, molti dei quali si sono affermati nelle competizioni più diverse, non solo alle Olimpiadi». Sull’Altopiano, e non solo Roana, è sempre stata viva la passione per il pattinaggio di velocità con squadre a Camporovere, a Gallio e ad Asiago e qui sono nati altri olimpionici come Mario Gios, Giovanni Gloder, Loris Vellar, Giovanni Paganin, Maurizio Carnino e Giorgio Paganin. La società asiaghese è ancora attiva, suoi i campioni Luca e Andrea Stefani ma è Roana che viene considerata dalla stampa mondiale la capitale di questo sport, quasi dimenticato per 4 anni per poi ridestare la gioia degli italiani, considerato che con poco più di 700 abitanti conta già 4 medaglie olimpiche. «C’è un bel movimento anche oggi – conferma Martello – Una passione che viene tramandato da padre in figlio e che quindi mantiene saldo il movimento. Peccato solo che non si realizzò la pista da 400 metri ai tempi delle medaglie di Fabris». «Il Comune - prosegue - aveva anche fatto un progetto di massima ma poi scelte diverse e forse anche necessità varie hanno portato alla realizzazione del palaghiaccio Lonaba con una pista che non può ospitare competizioni nazionali o europee che sarebbero un incoraggiamento in più ai giovani di praticare il pattinaggio di velocità». «Una passione che nasce sulle pozze e che è poi proseguita fino ai trionfi dei nostri ragazzi, prima con Fabris ed ora con Tumolero – commenta il sindaco roanese Valentino Frigo – I giovani di 50 anni fa avevano inventato lo short track prima che questa specialità esistesse». «Immagina fare una gara da 3000 metri su una pozza dalla circonferenza di poco più di 100 metri – scherza Frigo – Oggi invece servono impianti con ghiaccio artificiale coperti, con spese di mantenimento difficili da sostenere. Tanto che anche i nostri vanno a Pinè o a Collalbo per allenarsi. E ciò nonostante Roana riesce a generare campioni che sono l’orgoglio di tutti noi». «E non solo perché portano il nome di Roana nel mondo - chiude il sindaco Frigo - ma perché sono il simbolo della perseveranza, del lavoro, del sacrificio e della montagna». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gerardo Rigoni
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