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19.06.2017

E sull’Altopiano il raduno
di mille fanti da tutta Italia

Alcuni momenti della cerimonia organizzata dai fanti
Alcuni momenti della cerimonia organizzata dai fanti

Giugno 1916. Lungo il fronte sud dell'Altopiano dieci brigate di fanteria del Regio Esercito si pongono come ultimo baluardo a difesa della pianura veneta dall'avanzata austroungarica durante la Strafexpedition. Migliaia di fanti si sono immolati per bloccare la macchina bellica imperiale, che non è riuscita a sfondare verso Venezia. Una vittoria dal costo altissimo: oltre 2000 caduti da tutta Italia poi radunati nel piccolo cimitero militare nella stretta valle che sovrasta Cesuna, oggi luogo di pace.

Ieri sono stati oltre mille i fanti da tutta Italia riunitisi in Val Magnaboschi per commemorare il sacrificio dei loro “padri” che hanno donato la vita per la Patria. Infatti se l'Ortigara è considerato il calvario degli alpini, la Val Magnaboschi è la croce della fanteria italiana. Con una cerimonia molto sentita, centinaia di labari e bandiere di associazioni di Fanti d'Italia hanno reso onore alla memoria di chi combatté nella vallata.

Il presidente dell'associazione nazionale del fante, Gianni Stucchi, ha ricordato come «Qui si sono gettate le basi per la libertà di cui oggi godiamo e da dove parte il nostro mandato di ricordare i caduti operando per i vivi».

Erano presenti anche rappresentanze militari degli Stati Uniti, della Slovenia e della Gran Bretagna, oltre che un picchetto d'onore dell'Esercito italiano. Presenti anche associazioni d'arma italiane tra cui le penne nere, la Croce nera austriaca e una delegazione dell'Ordine militare di Malta.

«Qui si trovano i valori dell'Italia pulita, qui si riscopre che, anche quando non si vedono questi valori, sono vivi e presenti», ha aggiunto il vice sindaco di Roana Elvio Schivo.

Durante la cerimonia si è ricordato la figura del “padre dei fanti” Marcello Mantovani, mancato ormai una decina di anni fa mai dimenticato dai suoi fanti.

Al termine della celebrazione i gagliardetti e i labari si sono spostati al cimitero inglese di Val Magnaboschi dove è stata deposta una corona d'alloro per i Caduti britannici.

Gerardo Rigoni
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