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03.11.2017

«Consumo di suolo
Noi diciamo stop
Diamo l’esempio»

Blocco alla nuova espansione confermato nel Piano degli interventi di AsiagoIl sindaco Roberto Rigoni Stern
Blocco alla nuova espansione confermato nel Piano degli interventi di AsiagoIl sindaco Roberto Rigoni Stern

Al via il Piano degli interventi ad Asiago. Con qualche stoccata alla Regione da parte del sindaco di Asiago Roberto Rigoni Stern. Le principali tematiche affrontate nell'adeguamento del Pat sono i nuovi lotti per prime case e la possibilità di recuperare annessi rustici in disuso. Confermata invece la politica del blocco a nuova espansione urbanistica su zone verdi.

«Il nuovo piano prevede l'aggiornamento del censimento degli annessi rustici non più utili ricadenti in area agricola e l'individuazione di nuovi lotti da destinare a prima casa – spiega il sindaco – Il primo censimento dei fabbricati rurali risale al 2000; noi vogliamo recuperare quelli in disuso per riqualificare i contesti agricoli con edifici utili alle aziende agricole oppure per dare la possibilità a residenti di realizzare la prima abitazione. La normativa sul recupero prevede comunque che in caso di realizzazione di più unità abitative almeno il 50 per cento debba essere destinato a residenza stabile».

«Per quanto riguarda invece i nuovi lotti per prima casa – prosegue – Questi devono ricadere nell’ambito dell’urbanizzazione consolidata del Pat. Stiamo cercando di fornire ai cittadini la possibilità di realizzarsi la prima casa senza dare spazio alle speculazioni».

Espansioni urbanistiche e blocco alle speculazioni che sono alla base del Pat di Asiago che a sua volta aveva stralciato 114.000 mc di nuovi volumi previsti dal prg. Una contesa con immobiliari e costruttori che ancora oggi vede una causa milionaria in attesa di giudizio depositata al Tribunale di Vicenza.

«Il Pat tutela il paesaggio quale valore primario da tutelare, anche come attrattività turistica – illustra Rigoni Stern – Il blocco all’edificazione delle seconde case, lo stralcio di nuove espansioni, incentivi per lo sviluppo dell’attività alberghiera, l'attenta perimetrazione dell’urbanizzazione consolidata e il supporto all’attività agricola si sono rivelate anticipatrici delle politiche regionali concretizzate con la legge 14/2017 sul contenimento del consumo del suolo. E questo nonostante le difficoltà al tempo di condivisione di queste strategie con i responsabili degli uffici regionali. Ricordo che il Pat è stato redatto in copianificazione con la Regione; alcuni funzionari si sono defilati e fatti sostituire come referenti per il nostro piano. Un Pat quindi solo “all’apparenza” all’epoca condiviso ma oggi confermato dalla legge regionale che ci dà ragione nel dire che sarebbe scoppiata quell’assurda bolla speculativa edilizia che tutti abbiamo conosciuto».

«Certo è che alcune delle deroghe attualmente previste appaiono già di per sé in contrasto con la finalità della legge; si pensi alla norma del Piano Casa che prevede nuovi volumi, non solo in ampliamento ma anche isolati in area agricola; questi non costituiscono consumo di suolo,” chiede Rigoni Stern.

«Purtroppo – conclude - la crisi economica sopravvenuta si è riflettuta sul settore alberghiero dove, nonostante gli incentivi introdotti, non ci sono stati gli investimenti auspicati, così come sugli interventi di riqualificazione di interi settori della città, al fine di una maggior qualità ambientale dei luoghi e degli insediamenti (ex Fada, Apo, acquedotto) che non hanno trovato attuazione. Bisognerà studiare nuove destinazioni per quelle aree perché non è pensabile che possano ancora sussistere situazioni di degrado nel centro cittadino senza ipotizzarne una loro riqualificazione».

Gerardo Rigoni
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