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02.09.2018

«Bisogna costruire un nuovo ponte»

Il Ponte di Roana ormai ha cent’anni. La proposta è di costruirne uno accantoI problemi di stabilità vengono segnalati  da tempo
Il Ponte di Roana ormai ha cent’anni. La proposta è di costruirne uno accantoI problemi di stabilità vengono segnalati da tempo

Il ponte di Roana è arrivato ormai alla sua “morte tecnica” e deve essere sostituito. Ben prima della tragedia del ponte Morandi di Genova il sindaco di Roana, Valentino Frigo, ha più volte sottolineato i problemi di stabilità e l’inadeguatezza del viadotto che collega Rotzo e Roana con il resto dell’Altopiano. Criticità che saranno illustrate a Palazzo Nievo martedì prossimo in un incontro sullo stato di salute dei ponti della provincia già preannunciato dal consigliere delegato Renzo Marangon. «Fin dai primi studi per l’installazione delle barriere antisuicidio sono emersi i problemi di stabilità che queste barriere avrebbero comportato – spiega Frigo –. Il ponte è inadeguato per sopportare il traffico di oggi: largo solo 4,5 metri, le difficoltà di transito sono all’ordine del giorno. Inoltre abbiamo segnalato come questo viadotto, unico passaggio tra la riviera con il resto dell’Altopiano se si esclude una stradina che porta sulla provinciale per Trento, oggi chiusa al traffico per il rischio di caduta massi, è instabile, con i piloni di sostegno che necessitano di costante controllo». «Sei mesi fa – conclude Frigo – come amministrazione comunale abbiamo incaricato uno studio tecnico sul ponte, elaborando alcune soluzioni, tra le quali, quella più risolutiva, prevede la realizzazione di un nuovo viadotto adiacente all’attuale, da costruirsi con le tecnologie di oggi e non di 100 anni fa». Il primo ponte di Roana è stato inaugurato il 17 luglio 1906 ed è poi stato fatto saltare dall’esercito italiano durante la guerra. Quello attuale è stato costruito nei primi anni ‘20 e inaugurato nel 1924 utilizzando i basamenti dei piloni del precedente ponte. Piloni che sono sempre quelli anche oggi, vecchi d 112 anni. Dello stesso parere del sindaco è anche il geom. Giuseppe Mattiello, che partecipò al restauro del ponte voluto dalla Provincia di Vicenza nel 1992. «Il ponte soffre le criticità strutturali date dalle scelte costruttive operate negli anni ‘20 – illustra Mattiello -. La Provincia è intervenuta all’inizio degli anni ’90 sui piloni originari di sostegno in pietrame e con un restauro completo e straordinario sulle strutture in calcestruzzo armato e non, visibilmente ammalorate. Essendo però trascorsi quasi trent’anni, lo stato del manufatto è un’incognita a causa delle strutture in cemento armato e ai piloni di sostegno». Durante il restauro erano stati riscontrati pericoli di stabilità del pilone del ponte sul lato verso Roana dovuti alle inclinazioni a frana degli strati rocciosi su cui poggia, estese zone di calcestruzzo degradato e numerose zone prive di “copri ferri”, con l’armatura quindi assottigliata dalla ruggine. Tutte problematiche risolte durante il restauro, anche posizionando dei tiranti di acciaio per consolidare la stabilità delle arcate. «A lavori ultimati – prosegue il tecnico - la Provincia, nonostante il positivo collaudo, ha classificato il ponte di seconda categoria, limitando quindi il transito ai carichi non superiori ai 70 quintali e ha propose un senso unico alternato per limitare il traffico, senso unico però mai attuato per l’opposizione della popolazione. Proprio per le tante incertezze attorno al ponte – conclude Mattiello – bisognerebbe fare una riflessione sulle sue condizioni statiche e nel frattempo intervenire sulla limitazione dei carichi ammissibili e la semaforizzazione con transito a senso unico alternato. Servirebbe comunque un nuovo ponte, che conceda a quello antico il meritato riposo, riservandolo solo a un traffico ciclo-pedonale». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gerardo Rigoni
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