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12.07.2017

È bufera su Etra
«Decisioni prese
solo per la poltrona»

Un mezzo di Etra impegnato nella raccolta dei rifiutiCristiano Montagner
Un mezzo di Etra impegnato nella raccolta dei rifiutiCristiano Montagner

«Le decisioni in Etra molto spesso non sono prese nell’interesse del territorio, ma delle appartenenze politiche e della poltrona. Non so se continuerò a fare il presidente del consiglio di sorveglianza per molto».

Il sindaco di Mussolente Cristiano Montagner si dice pronto ad abbandonare il vertice della multiutility dei rifiuti. Lo annuncia dopo quasi tre anni vissuti da presidente del consiglio di sorveglianza, un periodo che ha visto la società travolta da inchieste, polemiche e liti tra Comuni padovani e bassanesi, sfociate nella recente diatriba sul rinnovo delle cariche e sulla redistribuzione degli otto milioni di utili. Non sarebbero queste, però, le motivazioni che stanno spingendo Montagner verso l’addio. No, per lui la cosa veramente intollerabile è che nelle assemblee dei Comuni soci il verbo dominante sia quello dell’interesse personale o partitico piuttosto che quello dei cittadini.

«Ci sono sindaci che decidono esclusivamente a seconda delle loro appartenenze politiche o dell’interesse a mantenere la propria sedia - attacca - Questi giochetti non mi piacciono. Sembra che non ci sia alcuna volontà di prendere le decisioni migliori per il territorio e per le famiglie. Ed è un problema trasversale, che riguarda sia i Comuni bassanesi che quelli padovani. Io sono un sindaco libero, certe cose non posso proprio accettarle».

Montagner è pronto a farsi da parte, nonostante nell’ultima assemblea dei soci sia stato votato il rinnovo degli organi dirigenziali fino al 30 giugno 2018. «La prossima settimana saranno ufficializzate le nomine - afferma - Probabilmente per ora accetterò, ma sto facendo serie valutazioni per il futuro. Non so se resterò presidente fino al termine del mandato né se mi ripresenterò al rinnovo. Certi sindaci devono dare una svolta al loro comportamento».

Montagner recrimina anche nei confronti del Comune di Asiago per il comportamento tenuto durante l’ultima assemblea. «I patti prevedevano che Asiago si allineasse ai Comuni bassanesi nel richiedere una proroga dei vertici di Etra sino alla fine dell’anno - riferisce - in modo che pure gli ultimi sindaci arrivati potessero prendere mano con il funzionamento della società e arrivare al rinnovo più preparati. Non è andata così. Asiago si è schierato con i padovani, sia sul rinnovo delle cariche fino a giugno 2018 che sulla redistribuzione degli utili, e nessuno ha capito il perché». Proprio sul caso utili, Montagner condivide la linea dei colleghi di Cassola e Romano, che avrebbero preferito mantenere gli otto milioni di surplus nel patrimonio della multiutility. «Questi soldi avrebbero potuto servire per potenziare le attività di Etra - spiega Montagner - e soprattutto per migliorare la rete dell’acquedotto, troppo datata».

Enrico Saretta
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