martedì, 22 gennaio 2019
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10.07.2013

Acqua contaminata nel vicentino
L'Arpav trova valori alle stelle
Interrogazione di Sbrollini e Ginato

Non sono state date indicazioni particolari sulla potabilità dell'acqua
Non sono state date indicazioni particolari sulla potabilità dell'acqua

ARZIGNANO. ORE 18.45. INTERROGAZIONE DEL PD. «Colmiamo il vuoto normativo riguardante l’inquinamento delle acque causato da sostanze perfluoro-alchiliche» dichiarano gli onorevoli Sbrollini e Ginato che promuovono un’interrogazione al Ministro dell’Ambiente Orlando, sottoscritta anche dagli altri parlamentari vicentini del Partito Democratico, per sollecitare l’inserimento di questa tipologia di composti nelle tabelle delle sostanze inquinanti.

«Nonostante il grado di pericolosità di questi prodotti chimici usati nella lavorazione industriale sia in corso di accertamento – affermano i deputati -, esiste una Raccomandazione Comunitaria che già dal 2010 chiede di monitorarne la presenza negli alimenti poiché tali sostanze sono associabili a un ampio spettro di effetti sulla salute. La conclusione che possiamo azzardare è quindi la più ovvia: oltre certi parametri questi prodotti sono dannosi. Tanto che la Germania si è già dotata di una normativa che fissa un tetto di 100 nanogrammi per litro, quando a Brendola, Sarego e Lonigo la concentrazione supera i 1500 nanogrammi per litro, e in un pozzo in zona industriale a Vicenza si sfiorano i 2000».

«Anche in vista del vertice di domani al Ministero dell´Ambiente, invitiamo il Ministro Orlando a non abbassare la guardia e ad agire in modo severo su parametri, azioni di messa in sicurezza e controllo delle acque. Sono diverse nel nostro territorio le problematiche che interessano ambiente e salute, e che stiamo seguendo, dalla Cava Vianelle alla questione amianto». E Ginato sottolinea: «Chiediamo inoltre l'attenzione del Ministro in merito alla vicenda della Valdastico Sud, alla luce dell´inchiesta sulla presunta presenza, nel sottofondo dell'autostrada, di materiali inquinanti che avrebbero contaminato la falda sottostante.

«In questo contesto - aggiunge Sbrollini - è chiaro che tutelare le sedi di Arpav diventa essenziale, poiché in alcun modo possiamo permetterci di indebolire il sistema di controlli già carente minacciando l’ambiente e la salute dei cittadini».

ORE 12. I risultati dai laboratori sono arrivati. L'inquinamento delle acque superficiali e dei reflui, rilevato da un primo monitoraggio a firma Cnr, è stato confermato. Anzi, in alcuni punti critici le concentrazioni sono state  ampiamente superate. La contaminazione è da sostanze perfluoro-alchiliche, cioè prodotti chimici usati nella lavorazione industriale per rendere resistente ai grassi e all'acqua tessuti e rivestimenti.  Le zone più colpite sono Brendola-Sarego-Lonigo, dove la concentrazione supera i 1500 nanogrammi per litro, e un pozzo in zona industriale a Vicenza dove si sfiorano i 2000 nanogrammi per litro. Ad essere interessato, più in generale e con misure variabili, è il reticolo idrografico della provincia di Vicenza, in particolare del Distretto industriale di Valdagno e Valle del Chiampo.  Contaminate anche aree del Veronese e Padovano.  Al momento non esitono in Italia norme che consentano di definire la pericolosità: non esistono limiti. Solo in Germania un tetto  è stato fissato: 100 nanogrammi per litro.  
SUMMIT. Ieri, vertice tecnico tra Regione e Ulss coinvolte, per il vicentino la 5 Ovest Vicentino e la 6 Vicenza. Se da una parte, come confermano dall'Istituto superiore della Sanità, «non esistono evidenze che confermino l'immediato rischio per la popolazione esposta», nonostante si stia parlando di sostanze non tabellate, si sta lavorando per ridurre gli eventuali rischi. La Regione ha dato indicazioni agli enti gestori di «installare sistemi di trattamento delle acque per l'abbattimento sostanziale delle concentrazioni di inquinanti tramite la filtrazione di carboni attivi».
REAZIONI. Dove possibile i gestori hanno già iniziato ad escludere i pozzi inquinanti dai derivati del fluoro e a installare i filtri.
I particolari nel Giornale in edicola

Cristina Giacomuzzo
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