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26.08.2018

«La libertà è guidare le mie 60 Vespe»

Una selezione di Vespa della collezione di Massimo MarchettoAltre moto raccolte negli anni da Marchetto. FOTOSERVIZIO NICOLI
Una selezione di Vespa della collezione di Massimo MarchettoAltre moto raccolte negli anni da Marchetto. FOTOSERVIZIO NICOLI

Saranno Massimo Marchetto e Luca Savegnago, piloti e collezionisti della mitica Vespa, a rappresentare Vicenza alla rievocazione storica del “Trofeo Vespistico del Mezzogiorno Caserta-Bari” 1958-2018, seconda edizione di un evento riproposto a 60 anni dalla prima competizione, organizzato dal Vespa Club Maddaloni: ritrovo il 31 agosto, gara sabato 1 settembre. Sono 100 i piloti iscritti, provenienti anche da Germania, Austria, Svizzera e Francia. Massimo Marchetto, 47 anni di Arzignano, lavora nell’azienda conciaria di famiglia, Luca Savegnago, arzignanese di 51 anni, titolare di una ditta di distributori automatici a Trissino, sono veri appassionati. E le parole che Cesare Cremonini, allora Lunapop, cantava nel 1999 “Ma quanto è bello andare in giro con le ali sotto ai piedi, se hai una Vespa Special che ti toglie i problemi”, le rappresentano al meglio. «Ho iniziato proprio con una Vespa 50 Special a 14 anni, regalo di papà Luigi, ci andavo a scuola – racconta Savegnago, in gara con una Vespa faro basso sport del 1953 per il Vespa Club Vicenza – e poi ci si divertiva nelle colline di Arzignano. Proprio come la canzone. Adesso ho una quarantina di Vespe tra Arzignano e Trissino e partecipo a molti raduni. In questi giorni abbiamo installato sul mezzo il gatto, simbolo del Vespa Club Vicenza, aerografato sullo scudo davanti. Negli ultimi anni ne ho acquistate diverse e un amico meccanico e un carrozziere mi aiutano nel recupero e per la riverniciatura. Le ho anche esposte. Ce ne sono dappertutto, come dice mia moglie Antonella. La Caserta-Bari mi attira per vedere posti nuovi. È una gara che facevano i nostri nonni. Sarà particolare ripercorrere le stesse strade di 60 anni fa». «È una passione che ho da ragazzino, nata quasi per caso, e si è trasformata in collezione – racconta Marchetto, in gara con una Vespa faro basso del 1951 per il Vespa Club Arzignano – ho una sessantina tra Vespa e Ape, raccolte in un capannone ad Arzignano. Ho alcuni modelli rari, Come la Vespa 400 a quattro ruote: venivano costruite in Francia, ma studiate e progettate in Italia. Nel 1958 i grandi concessionari nel nostro paese ne avevano una sessantina e due fanno parte della mia collezione. Mia moglie Alessia è presidente del Vespa Club Arzignano, una sessantina di soci, è una passione condivisa». Marchetto, che ha partecipato a gare e raduni in Italia e all’estero, partirà a giorni. «Alcuni si allenano per le gare di regolarità, per noi è un modo per stare in compagnia, dopo si è tutti amici». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luisa Nicoli
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