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16.05.2017

L’acqua costa più cara Aumento in 10 comuni

I rincari delle bollette dell’acqua in arrivo a circa 42 mila utenti
I rincari delle bollette dell’acqua in arrivo a circa 42 mila utenti

Aumentano del 4,73 per cento le tariffe del servizio idrico per gli utenti civili di Acque del Chiampo. E quindi nelle bollette dei primi quattro mesi del 2017, in arrivo nei prossimi giorni a circa 42 mila utenti, l’incremento è già stato applicato. La delibera è stata approvata dal Consiglio di Bacino Valchiampo, relativa al biennio 2016-2017, e interessa i 10 comuni appartenenti ad Acque del Chiampo: Arzignano, Altissimo, Brendola, Chiampo, Crespadoro, Lonigo, Montecchio, Montorso, Nogarole, S. Pietro Mussolino.

Il metodo di calcolo per arrivare alla definizione della tabella tariffaria è stato fissato dall’ AEEGSI, Autorità nazionale per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, che fissa una serie di parametri, una sorta di gabbia di calcolo, in base ai bilanci, ai consumi e all’acqua erogata per il 2016 e 2017, relativi al 2014 e 2015, e agli investimenti futuri. Calcoli che nel 2016 aveva giàportato ad un incremento del 7,9% per cento.

«Tra le società di gestione del servizio idrico rimaniamo comunque tra le tariffe più basse - spiega l’amministratore unico di Acque del Chiampo Alberto Serafin – e abbiamo applicato alcune misure per cui le fasce più deboli, vedi l’anziano che vive da solo e ha consumi limitati al primo scaglione, vengono tutelate. Il rapporto tra tariffa pagata e investimenti effettuati rimane ottimo, anzi quest’anno se non ci fosse stato imposto dall’autorità non avremo applicato alcun aumento ma se investi sul territorio l’AEEGSI prevede un incremento».

«Abbiamo approvato la proposta di intervento sulla tariffa, per il biennio 2016/2017, avallata dall’Autorità che tiene contro, tra gli atri, degli investimenti - dice il presidente del Consiglio di Bacino Giorgio Gentilin - l’incremento mette comunque tranquilli i cittadini sulla tenuta del servizio idrico esistente e sugli investimenti nella rete. Perché l’autorità chiede una rendicontazione se quanto previsto è stato effettivamente realizzato e Acque del Chiampo ha già dimostrato di essere in grado di confermare la capacità di investimenti programmata. A differenza di altre società del servizio idrico».

Secondo quanto disposto dall’AEEGSI, a cui spetta garantire i servizi in modo omogeneo sul territorio nazionale, si devono armonizzare gli obiettivi economico-finanziari dell’ente gestore con gli obiettivi generali di carattere sociale, di tutela ambientale e di uso efficiente delle risorse. Per questo l’autorità nazionale effettua anche l’attività di controllo sugli investimenti: nel caso non fossero realizzati, prevede un conguaglio a favore dei cittadini. Una sorta di restituzione che Acque del Chiampo non ha mai dovuto affrontare, rispettando gli investimenti previsti.

«Sull’aumento non incidono le spese per la questione perfluori alchilici – conclude Serafin -. Sul piano degli investimenti e delle manutenzioni però costringono la società a posticipare alcune interventi. Perché quei tre milioni di costi sostenuti per il problema pfas non ce li ha ancora dati nessuno».

Luisa Nicoli
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