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30.08.2018

Il bacino di Tezze è realtà, lavori nel 2019

Il rendering mostra  come si presenteranno le briglie del bacinoUna veduta aerea dell’area di Tezze interessata dai lavori del bacino
Il rendering mostra come si presenteranno le briglie del bacinoUna veduta aerea dell’area di Tezze interessata dai lavori del bacino

Del bacino di laminazione a Tezze di Arzignano, sulle rotte del fiume Agno Guà, se ne parla da anni. Del resto fa parte del progetto regionale che prevedeva gli invasi di Trissino a monte e di Arzignano a valle. Ma inizialmente era stato finanziato solo quello trissinese. Ora però anche il bacino di laminazione di Tezze si concretizza. Investimento di 20 milioni di euro, 14 milioni di fondi comunitari e il rimanente da bilancio regionale. Un volume tra gli 800 mila e 1 milione di metri cubi d’acqua per 24 ettari di invaso. La Regione ha assegnato progettazione esecutiva, direzione lavori e sicurezza al Raggruppamento temporaneo di imprese tra BETA Studio srl, capogruppo, Ponte S. Nicolò, Padova; Technital spa con sede a Verona; Ingegneria 2 P & Associati srl di S. Donà di Piave e P.E.T.R.A. soc. coop. di Padova. «La fase di indagine è già stata avviata - spiega l’ing. Massimo Coccato, progettista dell’opera e direttore dei lavori di BETA Studio - di tipo topografico, ambientale e geologico. Ci serve un quadro chiaro conoscitivo in particolare sulla caratterizzazione dei terreni. Si tratta per la maggior parte di aree demaniali, c’è una piccola parte di proprietà privata su cui si dovrà procedere con gli espropri. Abbiamo già avvisato comunque che stiamo procedendo con indagini e carotaggi. L’Università di Padova ha già realizzato una serie di indagini, ma abbiamo deciso di integrarle». I tempi sono ristretti: fine novembre la consegna del progetto esecutivo a Venezia. Dalla Regione precisano: appalto entro l’anno, inizio lavori ad autunno 2019. «I bacini di Trissino e di Tezze di Arzignano saranno collegati, lavorano in serie - continua l’ing. Coccato - si parte in pratica dalle briglie esistenti dove si chiude Trissino, ne è stata aggiunta una da limitatore della portata di scarico in caso di evento eccezionale, fino alle briglie a Tezze in prossimità di via Valbruna. L’obiettivo dei bacini è ridurre il colmo di piena che si presenta all’interno del corso d’acqua in caso di un repentino aumento di portata del fiume. Tutto questo volume d’acqua quindi viene spostato a monte e poi trattenuto a valle per il tempo necessario a far diminuire l’intensità della piena. Il bacino a monte a Trissino è quindi a lato del Guà, a Tezze invece il fiume passerà all’interno dell’invaso. Gli argini esistenti verranno rinforzati». Per i lavori sono previsti due anni e mezzo. «Per un invaso da circa 1 milione di metri cubi d’acqua verranno asportati circa 700/800mila metri cubi di materiali - conclude il progettista - la fase di scavo procederà in parallelo con la realizzazione delle opere e il rinforzo delle arginature. Sono previste anche migliorie ambientali quindi percorsi, piste ciclabili, aree verdi e piantumazioni». «Sull’opera abbiamo sempre dato l’ok - precisa il sindaco Giorgio Gentilin - purchè le soluzioni rispettino la sicurezza della frazione e quindi attenzione all’aspetto idrogeologico. Chiediamo ancora una volta che si trovi il finanziamento per il canale scolmatore, il progetto c’è già, che vada a mitigare il fenomeno di allagamenti legati alla crescita della falda soprattutto per le piogge». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luisa Nicoli
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