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09.03.2017

Tragedia sulla Sr11
Il padre di Vanna:
«Me l’ha uccisa»

Nello scontro con il camion hanno perso la vita i due coniugi che si stavano separando
Nello scontro con il camion hanno perso la vita i due coniugi che si stavano separando

GAMBELLARA. «Me l’ha uccisa lui, è stato lui a togliermi mia figlia. Guidava lui la macchina che è andata addosso al camion». Non si dà pace Graziano Meggiolaro tormentato dal dolore e dai dubbi il giorno dopo la morte della figlia Vanna, 50 anni, scomparsa assieme al marito Antonio Facchin, 54 anni, nel terribile frontale in cui hanno perso la vita entrambi e lasciato da sola la figlia Sara, 24 anni, che lavora come parrucchiera a Sarego.

Il tragico incidente è avvenuto martedì intorno alle 13,45, lungo la Regionale 11 all’altezza dello stabilimento della MonPlast, nella zona industriale di Torri di Confine a Gambellara. Antonio e Vanna, un matrimonio finito ormai alle spalle, stavano viaggiavano sull’auto di proprietà della donna, una Nissan Micra, quando sono andati a schiantarsi sulla parte anteriore di un camion Iveco, guidato dal vicentino V. G., di 62 anni e residente ad Arzignano, che stava procedendo sulla corsia opposta e che di lì a poco avrebbe dovuto svoltare sulla prima laterale per portare a destinazione un carico.

Per il padre di Vanna Meggiolaro, Graziano, proprio la circostanza che al volante dell’auto della figlia ci fosse il genero Antonio, da cui nella giornata di ieri la donna avrebbe dovuto separarsi, resta senza una spiegazione plausibile, se non con la rabbia della sua disperazione. «Non riesco ancora a capire perchè mia figlia fosse seduta dal lato passeggero nella sua auto - si chiede più volte l’uomo, interrompendo e riprendendo il filo del discorso di chi si è posto gravi interrogativi e si è dato delle risposte difficili da condividere -. Antonio non la guidava mai quella macchina, succedeva solo anni fa, quando tra loro andava tutto bene ed erano ancora una coppia. Ma adesso lui ne aveva una sua, che si era comprato e guidava quella. Anche se mia figlia l’avesse fatto salire per dargli un passaggio, per quale motivo si trovava lui al volante? Tutto questo non mi torna. Io ci penso e mi sono fatto la mia idea su quello che può essere successo in quegli ultimi momenti prima della tragedia».

Non dice di più il padre di Vanna, Graziano, sui suoi tormenti riguardo lo schianto. Dubbi anche per i familiari della donna sull’auto di Antonio Facchin, un fuoristrada che sembra non si trovi nell’abitazione.

Di Vanna e Antonio ora resta il ricordo di chi li ha conosciuti. «Antonio era una colonna portante dell’Antica sagra di Sorio di Gambellara - rammenta Federico Rossi, presidente del comitato dell’evento -. Era stato uno dei fondatori del gruppo. Una persona splendida. Era muratore e si occupava dei lavori più pesanti, grazie a lui era sempre tutto a posto. Delle volte faceva dei giri di ronda durante le notti della sagra per evitare che qualcuno andasse a rubare negli stand. Ci mancherà moltissimo».

Vanna, invece, da 34 anni lavorava come operaia alla Cartotecnica di Montebello con sede a Sarego. «Era tra le dipendenti più conosciute, la sua scomparsa ci ha toccato - afferma Renzo Belluco, direttore del personale -. Praticamente era cresciuta con l’azienda, che ha aperto pochi anni prima della sua assunzione. Quello che è accaduto a lei e la marito ci ha lasciato tutti senza parole. Siamo vicini alla figlia e ai parenti».

Matteo Guarda
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