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18.01.2019

Rapinato di un Rolex Quattro anni ai banditi

L’imprenditore era stato preso di mira per prendergli il Rolex d’oro
L’imprenditore era stato preso di mira per prendergli il Rolex d’oro

Nel maggio scorso avevano preso di mira Antonio Virginio, imprenditore titolare della Plastica Metal, rapinandolo del suo prezioso Rolex del valore di circa 30 mila euro. Ieri mattina, dopo essere stati arrestati e finiti a processo, Marcel Stoian, 23 anni; Veronica Paun, 25 anni; e Alina Mazarache, di 22 (tutti cittadini di origine rom di origine romena) sono stati condannati, con il rito abbreviato, che consente lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna, a quattro anni di carcere ciascuno. Gli imputati, difesi dall’avvocato Emanule Luppi, dovranno inoltre pagare una multa di 1.400 a testa. Ad aggredire e graffiare l’imprenditore era stata Alina Mazarache, che assieme ai complici aveva atteso che Virginio arrivasse davanti alla ditta di via Francia, a Gambellara, intorno alle 9.35, per fermarlo e chiedergli delle informazioni su un tale «Fracasso». Quando il titolare della Plastica Metal ha abbassato il finestrino della sua Porsche, la Mazarache e la Paun hanno aperto le portiere, lo hanno immobilizzato torcendogli braccio. Il dolore lo ha sopraffatto e in quel momento Alina Mazarache lo ha graffiato sfilandogli il Rolex d’oro del valore di 30mila euro che aveva al polso. Poi le due hanno iniziato a correre verso una Opel Astra grigia, Virginio, dolorante, le ha inseguite, la Paun è scivolata e mentre il derubato stava per prenderla lei si è rialzata ed è salita sull’auto; la Opel Astra condotta da Stoian. L’auto, seguita da quella del notaio che assiste Virginio e da un’altra vettura, a quel punto ha cercato di far perdere le proprie tracce fuggendo a folle velocità lungo la Sr 11 non rispettando i semafori nei centri abitati e rischiando di fare anche un frontale con un’altra automobile. All’altezza dell’imbocco dell’autostrada, però, il ventenne rom si è schiantato sulla rotonda e gli pneumatici si sono squarciati. A quel punto i tre giovani sono scappati a piedi verso l’argine salendo poi su un furgone che aveva dato loro un passaggio (dopo che la Mazarache, essendo incinta, aveva chiesto di essere accompagnata all’ospedale di Verona). I carabinieri di San Bonifacio, già sulle loro tracce, li hanno però intercettati e arrestati. Ieri la condanna pronunciata dal gup Roberto Venditti. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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