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21.10.2017

Dentista abusivo
Sequestrati
due ambulatori

La guardia di finanza ha sequestrato i due ambulatori odontoiatrici
La guardia di finanza ha sequestrato i due ambulatori odontoiatrici

Lavora da anni come dentista, ma non risulta iscritto all’albo nazionale dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri, né è in possesso di una laurea italiana. Per questo i finanzieri hanno sequestrato al dottor Valerio Zanini, 58 anni, due ambulatori: uno studio in via Mazzini a Gambellara, e uno in via della Vittoria a Soave, nel Veronese. «Sono laureato in Polonia e iscritto all’Ordine in Portogallo - ribatte l’indagato -. L’Unione europea ritiene i miei titoli validi. È una battaglia che porto avanti da anni, e sono sempre uscito a testa alta da tutte le accuse della magistratura». «Ricorreremo al Riesame», gli fa eco il suo legale, l’avv. Marco Dal Ben.

I finanzieri della compagnia di Arzignano, comandati dal capitano Forcolin, nei giorni scorsi, nell’ambito di una più vasta attività contro i lavoratori in nero o irregolari, avevano deciso di compiere un controllo nella sede di Gambellara, che è intestata alla società “Dental sas”. Dipendenti in nero non ce n’erano, ma mancavano alle pareti i titoli e le abilitazioni di legge. Il legale rappresentante, Zanini, in realtà non ce li ha.

Per questo le fiamme gialle, ipotizzando il reato di esercizio abusivo della professione, hanno sequestrato tutto lo studio, costituito da una sala d’attesa, un front office e diverse sale operatorie; ma anche i macchinari, le attrezzature, i materiali di ortodonzia e i farmaci che il titolare dell’ambulatorio utilizzava o prescriveva ai pazienti, che non mancavano.

I militari hanno quindi compiuto analoga attività a Soave, dove Zanini gestisce un secondo ambulatorio, sequestrandolo.

Da Arzignano sono quindi partite due segnalazioni, alle procure di Vicenza e di Verona; e i pubblici ministero Chimichi e Labate hanno chiesto e ottenuto la convalida dei provvedimenti da parte dei giudici. Che in quei locali si svolgesse attività odontoiatrica per i magistrati era evidente, anche per la presenza di «personale infermieristico» con il camice. Lasciare a Zanini gli studi avrebbe voluto dire correre il rischio che proseguisse l’attività che, al momento, appare illecita, non avendo l’indagato in apparenza titoli per esercitarla secondo le leggi italiane.

Zanini presenterà ricorso al tribunale del Riesame. Il ragionamento è che non sussiste il reato di esercizio abusivo della professione, perché lui i titoli di studio ce li ha, solamente che non è mai riuscito ad ottenere la conversione in Italia di un diploma di laurea e di un’iscrizione all’albo ottenuti legittimamente in altri Paesi europei. «Nel 1994 ho ottenuto la laurea in Stomatologia all’università di Cracovia. Mi ero preparato privatamente, con l’Accademia europea di studi di Pavia. Avevo sostenuto esami teorici e pratici e un tirocinio di un anno e mezzo in Portogallo, ottenendo l’iscrizione all’Ordine di Oporto. Da allora ho tentato di vedermi riconoscere il titolo di studio e l’abilitazione professionale in Italia. Invano». D.N.

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