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28.04.2018

Campanile invaso dalle parabole «È uno scempio»

Il campanile della chiesa di S. Marco trasformato in traliccio. GUARDA
Il campanile della chiesa di S. Marco trasformato in traliccio. GUARDA

Fa discutere l’installazione sul campanile della chiesetta di San Marco, nell’omonima contrada a Gambellara, di numerosi ripetitori dei telefonini e di parabole per internet wireless. Sono state decine i parrocchiani e i cittadini che di recente ne hanno chiesto la rimozione. «Addirittura - racconta il sindaco, Michele Poli - negli ultimi tempi le compagnie telefoniche e di comunicazione sono arrivate a mettere un palo per sostenere ulteriori ripetitori che ha impedito il completo giro di una delle campane. Ce l’ha segnalato uno dei volontari che si occupa di tenere in buono stato il campanile, specie in questo periodo, con la festa di San Marco». Le installazioni, autorizzate durante la precedente amministrazione sull’edificio di culto che è di proprietà comunale, sono proliferate rispetto ai pochi primi impianti. «Sul proprio - commenta il parroco don Giuseppe Pettenuzzo – il Comune può fare quel che vuole. Ricordo però che la chiesa non è sconsacrata anche se di solito non viene celebrata più di una messa nel corso dell’anno, quella patronale». «Le concessioni a mettere gli impianti di telefonia e di internet sul campanile risalgono a un paio di anni fa e sono poi aumentati di numero - precisa Poli -. Come nuova amministrazione, ci siamo interessati per ottenere il totale spostamento. A mio parere non sarebbe mai dovuta essere autorizzata lì la presenza dei ripetitori. Oltre al campanile, deturpano il paesaggio». La questione però è anche tecnica. «Le aziende proprietarie delle installazioni - continua Poli - ci hanno risposto che portando via da lì gli impianti si creerebbero dei problemi per questioni legate alla puntatura e all’angolatura delle onde da un ripetitore all’altro, che dovrebbero essere quindi eseguiti tutti daccapo». Un’altra questione riguarda invece il rispetto dei contratti conclusi e degli atti autorizzativi a suo tempo adottati. «Togliere quelle antenne dal campanile vorrebbe dire venir meno ad impegni presi dal Comune nei confronti delle aziende proprietarie - aggiunge il sindaco - ma stiamo approfondendo la questione, perché l’uso della struttura campanaria ci sembra eccessivo». Da qui la formulazione di una proposta del Comune. «Vorremmo arrivare a portare parabole, ripetitori e scatolette su un traliccio da piantare non molto distante dal campanile, ma comunque sufficiente a sanare la vergognosa situazione che si è creata. Il Comune, che dall’affitto della postazione per le antenne guadagna circa 4 mila euro all’anno, potrebbe assumersi gli oneri per il traliccio e il basamento su cui collocarlo, pur di poter porre fine a tutto questo scempio». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Matteo Guarda
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