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28.09.2017

Apre la casa del marmo
Lastre da tutto il mondo

Inaugurato a Gambellara il polo espositivo della Margraf
Inaugurato a Gambellara il polo espositivo della Margraf

C’è romanticismo - «è come fare una passeggiata tra le meraviglie della natura» - e strategia - «se si vuole sopravvivere ai competitor, bisogna dare servizi in più, altrimenti si muore» - dietro alla nascita della “Città dell’eccellenza” targata Margraf. L’azienda di Chiampo con oltre un secolo di storia inaugura in questi giorni, in occasione della fiera Marmomac a Verona, il più grande polo logistico, in Italia, per l’esposizione e la distribuzione del marmo. Uno spazio di 137 mila metri quadri, a Gambellara, che ospita 50 mila lastre di materiali diversi, dai marmi ai graniti, dagli onici alle pietre naturali, fino a una selezione di materiali tecnici, come lastre in ceramica e quarzo.

«Un’idea che inseguivamo da tempo - spiega il presidente Silvio Xompero - ma non trovavamo lo spazio adeguato per realizzarla. Ci serviva una posizione strategica anche per i collegamenti stradali. Adesso, con l’acquisizione dell’ex ditta Perlini Equipment e successive opere di recupero e ampliamento, è diventata realtà».

Un investimento non da poco se si considera che «solo di ristrutturazione e sistemazione abbiamo investito 20 milioni di euro, cui va aggiunto il completamento del magazzino», precisa Xompero. Per una volta poi, mondo delle aziende e Pubblica amministrazione sembrano aver viaggiato alla stessa velocità. «Con il comune di Gambellara, dall’ufficio tecnico agli amministratori, abbiamo lavorato divinamente e in 45 giorni avevamo tutto. Si stanno dando da fare per far crescere il paese».

Un nome, quello di Margraf noto a livello internazionale, anche per la realizzazione di strutture di lusso. «Ma quella è solo una parte del nostro lavoro - ricorda il presidente - noi serviamo tutti, anche chi cerca solo un metro di marmo. Io vengo da una famiglia povera e ho massimo rispetto per tutti i clienti. Come dev’essere».

Con un fatturato 2016 di 52 milioni di euro, Margraf conta 200 addetti, 10 cave di proprietà, 110 mila metri quadri di lastre finite ogni mese e 200 tipi di marmo e pietre trattati. Tra le ultime innovazioni apportate, la codifica di tutte le lastre di marmo esposte con codice a barre e il loro caricamento, tramite fotografie in alta definizione, sul sito aziendale. «Così da tutto il mondo le possono guardare semplicemente attraverso il computer. Bisogna offire servizi», conclude Xompero.

Alessia Zorzan
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