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21.02.2019

Due Comuni puntano al tesoretto dell’acqua

L’ingresso della sede della società partecipata Acque del ChiampoGentilin, sindaco di ArzignanoMacilotti, sindaco di Chiampo
L’ingresso della sede della società partecipata Acque del ChiampoGentilin, sindaco di ArzignanoMacilotti, sindaco di Chiampo

I Comuni di Arzignano e Chiampo hanno chiesto ad Acque del Chiampo, la società per azioni a capitale pubblico che gestisce il servizio idrico integrato, di valutare una distribuzione degli utili accantonati ai soci della società, vale a dire i Comuni che ne detengono quote azionarie. Una proposta che non trova riscontro negli ultimi tre lustri dell’attività di Acque del Chiampo e che ha messo sul chi va la più di un sindaco. «Acque del Chiampo fa utili - spiega Giorgio Gentilin, primo cittadino di Arzignano - ed è diritto degli azionisti chiedere che vengano distribuiti tra i soci. In quale percentuale di quanto accantonato dovrà dirlo Acque del Chiampo che dovrà quantificarla. Una volta individuata una cifra, se ne discuterà per l’approvazione nell’assemblea dei soci. Ci avvaliamo di un diritto. Quando Signorin era sindaco di Arzignano c’è stata una distribuzione degli utili. Non è quindi una novità». E spiega le motivazioni di questa proposta. «Come più volte ribadito – prosegue - è mia intenzione adoperarmi fino all’ultimo giorno del mio mandato per il bene della città. Ed anche se mancano pochi mesi al termine non ho alcuna intenzione di adagiarmi. Le eventuali somme che arriveranno da Acque del Chiampo saranno impiegate in opere ed investimenti. Progetti ne abbiamo parecchi, anche prontamente spendibili, partoriamo iniziative ogni giorno. Arzignano paga un impatto ambientale non da poco, legato all’attività industriale ma anche alla viabilità sostenuta che grava sulla città e sui suoi cittadini. E un amministratore deve dare loro risposte». Anche il sindaco di Chiampo conferma la proposta presentata ad Acque del Chiampo di una distribuzione di parte degli utili. «Dico subito, per spegnere eventuali allarmismi, che in ogni caso la somma – sottolinea Matteo Macilotti - che sarà individuata da suddividere tra i soci, in base alle azioni possedute, sarà tale che non metterà certo in crisi Acque del Chiampo. Sarà valutata dal revisore dei conti e andrà a beneficio dei Comuni per avviare opere pubbliche. Non vedo cosa ci sia di strano. Tantissime società pubbliche lo fanno. Ad esempio Agno Chiampo Ambiente li ha distribuiti anche lo scorso anno. Anche qui c’è possibilità. Parliamo di una società sana, che annualmente genera utili. Un ordine di grandezza di quanto potrà essere distribuito? Si pensa ad una cifra esigua, che non impatti sul piano degli investimenti. Investimenti che la società, voglio ricordare, sino ad ora ha effettuato senza attingere ad utili o riserve ma solo con spesa corrente. Per questo abbiamo chiesto ad Acque del Chiampo che faccia le dovute verifiche. Il tutto con la massima prudenza ed in totale serenità. Poi ci confronteremo in assemblea». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Giorgio Zordan
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