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10.08.2018

Pieve, barriere anti-sciacalli e curiosi

Ieri sono stati posizionati blocchi di marmo per scongiurare l’accesso di mezzi e furti nell’area. PIEROPANLe transenne collocate per impedire l’avvicinarsi di curiosi. PIEROPAN
Ieri sono stati posizionati blocchi di marmo per scongiurare l’accesso di mezzi e furti nell’area. PIEROPANLe transenne collocate per impedire l’avvicinarsi di curiosi. PIEROPAN

Un santuario blindato quello che si presentava ieri alla Pieve, dopo il terribile incendio. Accessi presidiati e aree transennate sopratutto nell’area più a ridosso della chiesa. Nel mattino anche la grotta del Beato Claudio ha chiuso temporaneamente i cancelli. Questo per permettere ai volontari di protezione civile di pulire e sistemare l’area antistante in vista della festa dell’Assunta. Da oggi invece la grotta è aperta ai fedeli con gli orari consueti, così come è riaperto il punto souvenir del museo, a pochi metri dalla chiesa. Il comitato della Pieve ha confermato che la festa prevista dall’11 al 15 agosto si farà mantenendo il programma liturgico e folcloristico. Situazione completamente diversa per la nuova chiesa, interessata dal rogo. Il sindaco Matteo Macilotti, in base al verbale dei vigili del fuoco sulle cautele e i divieti da tenere fino al ripristino delle condizioni di sicurezza, ha emesso un’ordinanza urgente vista la situazione di potenziale pericolo. Il guardiano del santuario, Padre Giuseppe Bonato, ha interdetto immediatamente l’accesso alla cappella sepolcrale del Beato Claudio e alla zona circostante la struttura. Lo scopo, dettato da ragioni di sicurezza, è anche quello di evitare un afflusso incontrollato di curiosi che, non riuscendo a contenere il desiderio di vedere di persona o di scattare qualche fotografia, si avvicinano troppo all’area sottovalutandone i rischi. «Il problema ora è quello di tenere lontani i non addetti ai lavori- spiegano i tecnici- così come eventuali malintenzionati che potrebbero introdursi». L’ammasso di lamiere di rame, diverse decine di metri quadrati asportati dalla copertura per le operazioni di spegnimento, giacciono sul sagrato, alla mercé di chi senza scrupoli potrebbe vederne un facile bottino. Per questo a scopo preventivo ieri pomeriggio una gru ha sbarrato con blocchi di marmo l’accesso retrostante per impedire il passaggio a mezzi pesanti o furgoni che potrebbero facilmente raggiungere il materiale. Oltre ai blocchi di marmo ant-sciacallaggio, ieri è stata posizionata una recinzione con reti da cantiere lungo il perimetrale della chiesa, per fare in modo che le persone non possano entrare. Nonostante siano passate ore dallo spegnimento dell’incendio, infatti, si verificano tuttora crolli di parti del controsoffitto, appesantito dall’acqua. Non sono mancati i casi di chi, spinto dalla curiosità, non si è fatto scrupolo di saltare il muretto del cimitero adiacente, per immortalare il relitto della copertura o cercare di vedere all’interno. I volontari dell’Associazione nazionale carabinieri hanno sorvegliato per tutta la notte scorsa gli accessi, tenendo sotto controllo la chiesa. Per quanto riguarda la conta dei danni e il successivo intervento di sgombero delle macerie, si dovrà attendere almeno qualche settimana, dopo analisi e sopralluoghi. La chiesa sarebbe stata completata forse entro il 2020. Attualmente sono in produzione i banchi e le porte, e questo sinistro avvenimento rallenterà la tabella di marcia di qualche anno. Già da anni la chiesa, anche se non ancora consacrata, era utilizzata per le celebrazioni o per incontri, con una grande risposta di fedeli. L’agibilità era stata ottenuta qualche anno fa, con i lavori realizzati a regola d’arte. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Matteo Pieropan
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