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08.08.2018

La Pieve brucia ancora, residenti barricati

Fumo e crolli del controsoffitto dentro la chiesa, salvi i mosaiciIl cedimento di parte della copertura della chiesa della Pieve
Fumo e crolli del controsoffitto dentro la chiesa, salvi i mosaiciIl cedimento di parte della copertura della chiesa della Pieve

Non ha conosciuto sosta l’incendio alla chiesa del Beato Claudio. La colonna di fumo ha continuato ininterrotta ad alzarsi in cielo tutta la notte di lunedì e anche nella giornata di ieri, tanto che nel pomeriggio i vigili del fuoco hanno deciso di scoperchiare l’edificio, utilizzando una gru, per accelerare le operazioni. Alle preoccupazioni sul destino della chiesa, si sono aggiunte quelle per l’aria, visti il denso fumo e l’odore acre, arrivato anche in alcune zone dei comuni limitrofi. Il sindaco Matteo Macilotti sin dal mattino ha invitato tutti a «tenere chiuse le finestre quanto possibile, evitare attività sportiva all’aperto e per un raggio di 2 chilometri consumare la frutta e la verdura dell’orto solo dopo averla lavata benissimo». Le analisi dell’Arpav hanno rilevato “un’alterazione della qualità dell’aria con presenza delle sostanze tipiche di un incendio come benzene, stirene, toluene in concentrazioni apprezzabili ma non molto elevate. Non è stata invece rilevata presenza, neanche in quantità minima, di sostanze contenenti cloro, potenziali precursori nella formazione di diossine”. Intanto al convento francescano i volti sono segnati da preoccupazione e dispiacere. Intenso lo sguardo di Padre Antonio Camponogara, vegliardo e stimato cantore. Il guardiano del santuario, Padre Giuseppe Bonato, è riuscito a stento a trovare qualche attimo di riposo: «Non si può che attendere, sperando che i danni all’interno siano limitati, come pare». Le fiamme si sono sviluppate nel sottotetto tra la volta e la copertura esterna in rame. Duemila metri quadrati di superficie in una zona difficile da raggiungere. Ieri mattina si era valutata l’ipotesi di ricorrere a uno speciale mezzo meccanico per scoperchiare la chiesa, ma l’idea è stata accantonata per i tempi troppo lunghi. Alle 17.30 i vigili del fuoco del comando di Vicenza e Verona, che per tutta la giornata hanno raffreddato il tetto con gli idranti, hanno iniziato la rimozione della copertura con una gru, non senza difficoltà visto il forte ancoraggio dei pannelli di rame. Le operazioni sono proseguite per lunghe ore. In via Pieve anche carabinieri, polizia locale, protezione civile con nuclei antincendio, Sogit, Carabinieri in congedo, tecnici del Comune. Presente anche il sindaco Macilotti con i suoi assessori, in primis Filippo Negro e Massimo Masiero, e il progettista della chiesa l’ing. Ferruccio Zecchin. «L’incendio riguarda il sottotetto e non la parte interna - conferma Zecchin -. Sono crollati dei pezzi del controsoffitto per il peso dell’acqua, ma i mosaici sono preservati, così come vetrate e pavimento. Sull’organo è steso un telo protettivo». Sul volto del primo cittadino, lo scoramento delle prime ore ha già lasciato posto allo spirito di rinascita. «Non ci sono state vittime o feriti - ha detto - per la chiesa troveremo il modo di rialzarci e di farla tornare alla sua bellezza. Ci uniremo tutti». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Matteo Pieropan
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