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27.10.2017

«Ha evaso
500 mila euro»
Ma il reato
è prescritto

Per la terza volta era finito a processo per rispondere di evasione fiscale e per la terza volta è stato prosciolto. Le prime due perché nel frattempo la legge era cambiata, modificando le soglie di punibilità penale; questa perché i fatti sono prescritti.

Il giudice Carli ha dichiarato il non doversi procedere a carico di Gian Domenico Spillare. 64 anni, di Arzignano. L’imputato, difeso dagli avv. Francesco Rucco e Mauro Contin, era finito in tribunale in qualità di amministratore della società “Azienda Cassine Di Pietra srl”, con sede a Chiampo in via Dante Alighieri. In base a quanto contestato dalla procura, l’imputato non aveva versato entro la fine di dicembre del 2009 l’iva aziendale dovuta per l’anno d’imposta precedente, che ammontava a oltre 521 mila euro. Era stata l’Agenzia delle entrate di Arzignano ad accorgersi del mancato pagamento e a segnalarlo in procura; il magistrato aveva chiesto e ottenuto il pagamento di un decreto penale di condanna, ma Spillare si era opposto preferendo farsi processare per dimostrare le sue ragioni. Quando è iniziato il processo, però, il reato era già prescritto.

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