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07.08.2018

Fiamme alla Pieve A fuoco la chiesa Danni per un milione

La densa nube di fumo nero che ieri mattina si è levata dal santuario della Pieve di Chiampo a causa dell’incendio alla chiesa. PIEROPAN
La densa nube di fumo nero che ieri mattina si è levata dal santuario della Pieve di Chiampo a causa dell’incendio alla chiesa. PIEROPAN

Matteo Pieropan Alessia Zorzan Doveva essere un semplice intervento di manutenzione, un’integrazione di una guaina nella parte più piana, a ridosso del tetto. Invece nella fase di riscaldamento, il rivestimento bituminoso ha probabilmente preso fuoco, andando ad intaccare la vicina copertura. E a nulla è servito il tentativo degli operai di bloccare quel principio d’incendio, seguito subito dalla chiamata al 115. Il tetto della nuova chiesa della Pieve, studiata per una capienza di quasi 1500 persone e intitolata a Beato Claudio, ha bruciato per ore ieri, nonostante l’intervento tempestivo e massiccio dei vigili del fuoco. I danni secondo una prima stima potrebbero raggiungere il milione di euro. Fortunatamente non ci sono stati feriti Cinque le squadre di pompieri impegnate dalle 10.30 a notte in via Pieve, arrivate da Arzignano, Lonigo, Vicenza e Verona, con ventidue uomini, tre autopompe serbatoio, due autobotti e un’autoscala. Le fiamme hanno trovato presa facile, dal momento che sotto la copertura in rame, per conferire la caratteristica forma a conchiglia della chiesa dei frati, è presente una struttura in legno, che ha progressivamente alimentato l’incendio. Non sono state tanto le fiamme protagoniste della scena, quanto un denso fumo nero che ben presto si è levato sopra la chiesa, visibile anche a qualche chilometro di distanza. Dal Comune, sia attraverso i social che con un altoparlante, grazie alla collaborazione della polizia locale, è stato diramato subito l’avviso rivolto alla cittadinanza di non uscire se non necessario e di tenere porte e finestre chiuse, proprio per evitare di respirare quanto si stava disperdendo nell’aria. Sono arrivati anche i carabinieri e i tecnici dell’Arpav, che hanno raccolto campioni di aria poi inviati nei laboratori di Venezia per le analisi. Da un primo riscontro non vi sarebbe stato tuttavia allarme, anche se in via precauzionale è stato comunque richiesto ai cittadini di limitare le uscite e di non sostare nella zona della chiesa. Gli agenti della polizia locale, dotati di mascherina, hanno infatti ripetuto a chi si avvicinava per vedere cosa stesse accadendo che l’area era limitata agli addetti ai lavori. Presenti, per dare il loro contributo, anche i volontari del gruppo di protezione civile specializzato nell’antincendio e il personale del presidio sanitario fisso, richiesto dal sindaco Matteo Macilotti - in contatto anche con la Prefettura - nel caso si fossero verificati malori dovuti sia all’intenso fumo, sia al caldo. I vigili del fuoco hanno dovuto progressivamente tagliare la copertura per cercare di fermare il rogo che si alimentava nella parte sottostante, come testimoniavano le frequenti riprese delle fiamme. «Si trattava di un intervento di manutenzione - spiega l’ing. Ferruccio Zecchin, direttore dei lavori e progettista dell’intera chiesa, arrivato subito - la copertura ha una quindicina d’anni ed era necessario intervenire sulla guaina. I danni sono notevoli, sicuramente oltre i 600 mila euro». Il tetto è infatti andato distrutto e la copertura ha ceduto in alcuni punti esterni, come appunto il controsoffitto, che sarà da rifare. Apprensione anche per i mosaici ospitati all’interno, soprattutto per i danni che potrebbe aver causato il calore, nonostante gli sforzi dei vigili del fuoco di abbassare quanto possibile la temperatura dell’edificio. I mosaici si trovano in corrispondenza di una cupola in calcestruzzo, che potrebbe averli protetti. Ipotesi, per ora, dal momento che il denso fumo ieri ha impedito l’ingresso nella chiesa. Nessuna conseguenza invece per le strutture vicine, dalla riproduzione della grotta di Lourdes, alla vecchia Pieve. Indenni anche gli alloggi dei frati - una quindicina i religiosi presenti - quelli delle suore e la scuola media paritaria, ospitata nell’ex seminario. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Matteo Pieropan Alessia Zorzan
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