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09.08.2018

Controsoffitto da rifare Salvo il maxi-mosaico

I crolli del controsoffitto. M.P.
I crolli del controsoffitto. M.P.

Estinti gli ultimi focolai, si è potuto finalmente entrare all’interno della chiesa. E con sollievo si è visto il mosaico al suo posto. La grande opera di 400 metri quadrati di Padre Marko Rupnik risulta intatta e senza segni visibili di danneggiamento. In buono stato anche i pavimenti, la grande veneziana realizzata da poco. Integre anche le quattordici vetrate policrome che si sviluppano lungo il perimetrale dell’edificio. Anche l’organo, sulla destra, sarebbe stato risparmiato. Da abbattere invece il controsoffitto, già in parte crollato sotto il peso dell’acqua, così come l’impiantistica. È ancora presto per avere una valutazione complessiva dei danni. «Questo brutto evento ci fa indietreggiare almeno di due anni, ma ripartiremo», ha detto ieri il guardiano Padre Giuseppe Bonato». La chiesa avrebbe potuto essere terminata già entro il 2020, con la sistemazione dei banchi e delle porte. «Le strutture portanti non sembrano compromesse - chiarisce il progettista Ferruccio Zecchin - in quanto non sono state coinvolte». Le travi in calcestruzzo, lunghe anche più di 40 metri, sono sormontate da uno strato di cemento e argilla espansa. Questi 20 centimetri di spessore di cemento hanno separato l’interno della chiesa dal rogo che ha divorato il tetto ventilato in legno e materiale isolante, coperto dal rame. Questa modalità costruttiva ha salvato la chiesa dal disastro, perché l’incendio si è propagato solo nella parte superiore. «Quello che conta e a cui puntiamo è ripartire subito senza lasciare passare troppo tempo - aggiunge l’ing. Zecchin -. Bisogna attivarsi per ritornare ad avere la chiesa, rimboccandosi le maniche». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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