CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

03.11.2017

Con bicicletta e tenda
alla scoperta dell’Italia

Mario Fornasa durante il viaggio
Mario Fornasa durante il viaggio

Il giro d’Italia in solitaria in bicicletta: 4.200 chilometri percorsi in 24 giorni. È il viaggio che quest’estate ha compiuto Mario Fornasa, 46enne di Nogarole, consulente di tecnologie conciarie e appassionato di sport. Viaggio che verrà presentato stasera alle 18.30 a Schio all’Alp Station. Un’avventura da fatica vera. Che per Mario Fornasa è quasi nella norma. Visto che con la squadra amatoriale Gs Montebello, team Isibike School Racing, partecipa alle “24ore” in bici, ovvero gare di resistenza in circuito da 500/600 chilometri. E quest’anno si è anche tolto la soddisfazione, con il gruppo Sci Cai Schio, di partecipare alla gara di sci alpinismo “Trofeo Mezzalama”, da Breuil-Cervinia a Gressoney - Valle d’Aosta sopra i 4 mila metri. Così si arriva al giro d’Italia in solitaria. Circa 200 chilometri al giorno, tre giorni di riposo nei 24 di viaggio, per un totale di 4.200. Una media di 20-22 chilometri orari. Con un carrellino annesso con tenda a due posti, un sacco a pelo, materassino e poco altro. «Che in salita pesava. E di chilometri a salire ne ho fatti parecchi», racconta il protagonista. Durante il tragitto Fornasa ha fatta tappa nei campeggi. Partendo da casa a Nogarole e via Friuli Venezia Giulia, poi Cortina e Bolzano. «Da lì verso il Lago Maggiore, ho lambito la Val d’Aosta, quindi Liguria, Toscana, Lazio, Campania. Calabria in parte, Irpinia, poi sono sceso verso Matera, Basilicata e S. Maria di Leuca e quindi ho cominciato a risalire, lungo la costa. Fino alle Valli dei Comacchio e quindi Rovigo, Ferrara e ritorno. Dormivo 5-6 ore a notte. Al mattino partivo verso le 4.30 per usufruire delle ore più fresche. Volevo conoscere l’Italia con un viaggio in solitaria. Sono appassionato di lunghe sfide. Ho avuto qualche piccolo guasto alla bici, al cambio. Ma mi arrangio». Un’esperienza da ricordare, ma qualche disavventura c’è stata. «Il navigatore a volte ti porta in zone non proprio pedalabili e così con lo spirito di avventura mi sono arrangiato a superare qualche ostacolo. Il più eclatante nel Gargano. C’era uno sterrato percorribile, ma il vento fortissimo dei giorni precedenti l’aveva riempito di sabbia e quindi mi sono fatto 20 chilometri spingendo la bici e affondando nella sabbia. E poi i 180 chilometri con 50 km di vento contrario sulla Riviera Adriatica o i 260 da Fregene a Pozzuoli con 42-45 gradi sotto il sole . La pioggia? Solo alla partenza: però inizio bagnato, viaggio fortunato. L’esperienza mi ha lasciato una ricchezza personale enorme. Ho incontrato tante persone meravigliose. Ho visto posti bellissimi».

Nell’ultimo tratto, da Este a Nogarole, Fornasa è stato scortato dagli amici e compagni di squadra. E una volta in paese è stato festeggiato alla sagra dal vicesindaco Enrico Corato.

Luisa Nicoli
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1