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09.02.2018

Assistenza anziani Un centro diurno aiuterà le famiglie

Il centro diurno inaugurato nei giorni scorsi a Chiampo. MASSIGNAN
Il centro diurno inaugurato nei giorni scorsi a Chiampo. MASSIGNAN

È realtà il nuovo centro assistenziale e riabilitativo Sant’Antonio in Via Prà Longhi a Chiampo, inaugurato nei giorni scorsi. Con un intervento di 400 mila euro, sostenuto da Cariverona, è stata sistemata una vecchia autorimessa già di proprietà dell’Ipab, che gestisce la struttura. Il centro è posto in una zona strategica: vicino alla provinciale che collega tutta la valle e vicino al centro servizi con il quale condividerà cucina, attività riabilitative, palestra e presenza di medici e operatori. Aperta tutti i giorni dalle 7 alle 18, la struttura conta 14 posti giornalieri di cura, intrattenimento e ricreatività e 12 negli appartamenti al piano superiore con accoglienza notturna. Importante la collaborazione attiva tra medici di base e personale infermieristico dello stabilimento per rispondere a necessità fisiche e sociali. «L’obiettivo fondamentale - ha affermato il presidente Ipab Alessandro Tonin - è favorire la permanenza dell’anziano nel proprio domicilio, contrastando il rischio di ricovero in strutture residenziali, ma garantendo al contempo prestazioni sanitarie e attività con lo scopo di mantenere il più possibile le condizioni di autonomia e di rallentare il percorso di decadimento psico-fisico». La scelta è quella di essere all’avanguardia, anteponendo le esigenze degli anziani, cercando di alleggerire i familiari, senza costituire una spesa eccessiva. «Oggi diamo conclusione al lavoro di anni - ha spiegato il direttore generale dell’Ulss 8 Giovanni Pavesi -. Il centro diurno è una delle strutture più efficienti e performanti, patrimonio di una comunità più vasta della singola Amministrazione comunale». In rappresentanza dei sindaci dell’alta valle, è intervenuto il sindaco di Chiampo Matteo Macilotti. «Le famiglie sono sempre più in crisi - ha precisato - per assicurare la retta per la casa di riposo, luogo nel quale l’anziano comincia a morire perché perde i contatti con la sua quotidianità. Il centro diurno è la risposta a questa situazione». Ha assicurato poi che si tratta del primo di una serie di interventi volti a creare una comunità di alloggi condivisi che abbia come centro l’Ipab. Presente anche l’assessore regionale ai Servizi sociali Manuela Lanzarin che ha spiegato che l’interesse della Regione si rivolge alle cure con le quali si cerca di aiutare la persona nel proprio domicilio, passando successivamente alla semiresidenzialità per ritardare il più possibile la residenzialità totale. «È un’assistenza qualificata - ha dichiarato - che si può appoggiare alle strutture per anziani. Qui accanto c’è la struttura disabili. Un vero e proprio centro concreto, protetto e polifunzionale». L’inaugurazione è proseguita con la benedizione di don Vittorio e il tradizionale, simbolico beneaugurante taglio del nastro. Tra i ringraziamenti quello per l’attuale sindaco di Altissimo, Liliana Monchelato, presidente dell’Ipab quando l’iniziativa del centro diurno era soltanto un progetto. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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