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10.07.2018

Calano gli accessi al pronto soccorso «Ma più casi

Al pronto soccorso dell’ospedale Cazzavillan di Arzignano sono in aumento i codici rossi e gialli. ARCHIVIO
Al pronto soccorso dell’ospedale Cazzavillan di Arzignano sono in aumento i codici rossi e gialli. ARCHIVIO

Aumentano i codici rossi e gialli e i pazienti in Obi-osservazione breve intensiva. I dati del 2017 relativi a pronto soccorso dell’ospedale Cazzavillan di Arzignano, ma anche di tutto il distretto Ovest dell’Ulss 8 Berica, confermano il trend già registrato due anni fa. Gli accessi totali diminuiscono, di pronto soccorso ad Arzignano e Valdagno e al punto di primo intervento di Lonigo scendono a 52.058 da 52.539, ad Arzignano nel 2017 a 33.733 da 34.318 nel 2016, considerati anche gli ambulatori ad accesso diretto di ostetricia, ginecologia, pediatria e oculistica, ma aumentano i casi più gravi. In entrata al pronto soccorso del Cazzavillan i codici rossi sono passati da 589 nel 2016 a 689 lo scorso anno, +17% e i codici gialli da 6.768 a 7.070, + 4%. A crescere in maniera ancora più decisa gli utenti in Obi, da 3.647 del 2016 a 4.634 nel 2017, un +27% in continua crescita. E già in aumento dal 2015. «L’obiettivo dell’Obi di migliorare il filtro dei pazienti indirizzati al ricovero e ridurre sempre di più le dimissioni inappropriate - spiega Vito Cianci, direttore unità operativa complessa di pronto soccorso degli ospedali del Distretto Ovest – sono i casi in cui non è possibile decidere subito se destinarli al ricovero o alle dimissioni. Noi abbiamo 7 posti letto di Obi, e per un pronto soccorso come Arzignano di medio livello per numero di accessi, sono significativi. Il prolungamento della permanenza in Obi a 48 ore dal 2014 consente di poter trattenere il paziente per due giorni e quindi di approfondire la diagnosi, di istruire un trattamento e verificarne l’esito. Con il trend demografico e l’età media di vita allungata al pronto soccorso afferiscono sempre più pazienti con polipatologie che necessitano di approfondimento diagnostico e terapie ma non necessariamente di ricovero. Non si può più fare a meno dell’Obi». Calano invece i codici verdi, 19.897 nel 2017 contro i 20.285 del 2016, meno 2%, e i codici bianchi, 6.043 rispetto ai 6.463, meno 6%. «L’utenza - continua Cianci - è meglio orientata in base alla gravità. Anche se è irrealizzabile pensare di non avere più codici bianchi. Che come i verdi non devono essere considerati a priori inappropriati per il pronto soccorso: se arrivano, significa che c’è una domanda dal territorio». Al pronto soccorso di Arzignano operano 14 medici strutturati, oltre al direttore dell’unità operativa, 3 medici con contratto di libero professionista e 1 medico a tempo determinato. «Coprono turni anche a Lonigo e integrano Valdagno», precisa Cianci, 37/38 infermieri, più medici di una società esterna vincitrice di appalto, una decina di autisti soccorritori e gli operatori socio-sanitari. «Questi ultimi dal 2017 in servizio anche in orario notturno - conclude - una presenza, fondamentale». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luisa Nicoli
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