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05.01.2019

Alberi a rischio crollo Ne vanno abbattuti 82

Il taglio del cedro del duomo ha dato il via agli interventi comunali.  L.N.
Il taglio del cedro del duomo ha dato il via agli interventi comunali. L.N.

Sono 82 gli alberi pericolanti e già gravemente compressi che dovranno essere abbattuti ad Arzignano, come da analisi realizzata dal Comune. E il primo a essere tagliato, con lavoro eseguito ieri, è stato il cedro secolare di oltre 25 metri di altezza, a ridosso del duomo. È stato l’arciprete don Mariano Lovato a segnalare al Comune, proprietario dell’area del giardino del Mattarello, i rischi per l’edificio religioso e i disagi creati dalla crescita del cedro. «I rami sopra il tetto del duomo - spiega don Mariano - avevano già creato danni notevoli in episodi di forte maltempo, per cui abbiamo dovuto riparare copertura e grondaia. In più anche le radici stavano creando problematiche alla pavimentazione». I periti incaricati dal Comune avevano quindi confermato i rischi sottolineando anche l’errore progettuale nella scelta, avvenuta quasi 100 anni fa, di piantare un albero di quelle dimensioni così vicino al duomo. Abbattimento non semplice però, seguito dal consigliere delegato al verde Carmelo Bordin e dall’ufficio ambiente. È stato necessario chiudere un tratto di corso Mazzini: all’opera una ditta specializzata con una gru e altri mezzi. «Peccato però» commentavano alcuni cittadini nell’assistere all’intervento. Ma il cedro resterà comunque in città. Almeno in parte. «Abbiamo chiesto due parti del tronco da 4 metri - spiega l’assessore alla cultura Giovanni Fracasso - perché il cedro è un legno bellissimo. Vogliamo lanciare un appello alle aziende, ai falegnami o agli artisti di Arzignano e dintorni: si potrebbe realizzare qualcosa da lasciare alla collettività. Penso alle statue o a un paio di panchine, da posizionare proprio nel sito in cui il cedro è cresciuto e per tanti anni è stato apprezzato dai cittadini». Nelle prossime settimane si procederà con gli altri abbattimenti previsti. Tra cui gli alberi cresciuti a macchia nei pressi del cimitero, nell'area della scuola elementare di Castello, e di alcune piante malate o già morte ai parchi del Mantovano, di Castello, di via Monte Pasubio e di via Cappuccini. «Per ogni rimozione sono previste nuove piantumazioni - precisa il sindaco Giorgio Gentilin - perché gli interventi su alberi malati o pericolanti sono necessari, ma ci teniamo al patrimonio arboreo cittadino». In aumento gli alberi negli ultimi anni: 4.876 nel 2016, 5.198 nel 2017 e, dalle stime, ben oltre i 5.200 a fine 2018. Nelle scorse settimane sono già stati piantati 60 alberelli forniti dal vivaio di Veneto Agricoltura collocati, con la collaborazione del gruppo scout, nell’area di sosta degli spettacoli viaggianti nel retro del cimitero: un nuovo boschetto che crescendo andrà a mascherare il perimetro della vicina discarica. Un’altra decina di alberi, di maggiore importanza, è stata messa a dimora nel parco di Villa Brusarosco. Le sostituzioni si completeranno nei primi mesi di quest’anno, in aiuole e spazi verdi nel parcheggio antistante il cimitero maggiore, in piazza Beltrame, lungo via dei Mille, a Villa Mattarello e nei parchi di San Rocco, Mantovano e Castello. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luisa Nicoli
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