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15.07.2017

Un museo per i resti dei Neanderthal

Il Comune sta pensando ad  un museo della preistoria
Il Comune sta pensando ad un museo della preistoria

Stanno diventando sempre più importanti per il territorio di Zovencedo i ritrovamenti degli scavi archeologici alla grotta della Val di Calto, dove sono state rinvenute diverse presenze dell’uomo di Neanderthal tra cui il dentino cariato di un bambino di circa otto anni, testimonianza diretta di 70 mila anni fa del più antico abitatore, non soltanto dei Berici, ma anche dell’intera provincia di Vicenza. E l’amministrazione comunale lancia l’ipotesi di realizzare in loco una struttura museale in grado di ospitare quanto è stato ritrovato in modo che diventi un elemento di attrattiva tra i più rilevanti nel più ampio contesto dell’offerta del comprensorio nel cuore dei Colli.

«Vogliamo creare un polo museale adeguato al contesto, che possa ospitare i ritrovamenti archeologici del covolo in Val di Calto, un sito di grande importanza storica e che merita una collocazione locale, per garantire in questo modo una buona ricaduta in termini di presenze di visitatori e turisti», spiega il vicesindaco Flavio Dalla Libera, che ha la delega alla cultura. Un’idea che tuttavia deve trovare le risorse necessarie per poter essere sviluppata appieno. «Siamo coscienti – aggiunge Dalla Libera - che serve anche un’adeguata valorizzazione dell’insieme dell’offerta e che questa va coordinata con le altre, ma se mai si incomincia non andremo da nessuna parte. Naturalmente, servono degli investimenti appropriati che al momento un piccolo Comune il nostro non si può permettere, anche se sarebbe un peccato lasciar perdere questa opportunità soltanto perché con le sole nostre risorse non siamo in grado di realizzarla. Mi auguro perciò di riuscire ad intercettare dei finanziamenti pubblici o dei contributi privati per lanciare e portare a compimento un progetto come questo che va a tutto vantaggio dei Berici e di Vicenza». Dalla Libera si riferisce ad esperienze precedenti, concluse positivamente, come il recupero della Casa Rupestre, in località Sengia dei Meoni, restaurata grazie ai fondi europei, e al Museo della Pietra di Vicenza, che si trova nella stessa area e che è l’unico in tutta la provincia sull’evoluzione dell’estrazione del materiale da costruzione prediletto da Palladio. O ancora, alla creazione dei percorsi ciclo-turistici dell’Alta Via dei Berici, che a Zovencedo hanno un ampio reticolo di sentieri e crocevia. Intanto, il sito di Neanderthal sta riscuotendo sempre più interesse da parte degli studiosi. Al convegno sui risultati della seconda campagna di scavi, conclusa a giugno e diretta dal prof. Marco Peresani dell’università di Ferrara, coadiuvato dalla ricercatrice Alessandra Livraghi, è stato infatti annunciato che di campagne ne sono già state programmate altre due. Queste si terranno in autunno, con inizio tra settembre e ottobre, e per la primavera dell’anno prossimo. «Abbiamo motivo di credere che ci siano ancora diversi resti», ha spiegato il prof. Peresani. La speranza è di trovare altri resti umani.

Matteo Guarda
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