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05.11.2017

Va ai domiciliari per stalking
«Il mio era un amore sincero»

Maria Grazia StefaniArrestata dai carabinieri
Maria Grazia StefaniArrestata dai carabinieri

Per due anni ha mantenuto economicamente l’uomo che amava e che, pensava, la ricambiasse. Dopodiché, il flusso di denaro ha cominciato a restringersi e la relazione è terminata. Lei, però, non si è mai rassegnata e ha cominciato a perseguitarlo. Maria Grazia Stefani, 55 anni, residente a Pressana nel Veronese, non si è fermata nemmeno davanti a un primo arresto e al divieto di avvicinarsi di nuovo alla vittima delle sue attenzioni, Massimo D.A., di 39 anni, di Sossano. E così, martedì, è finita di nuovo ai domiciliari per aver violato l’ordine del giudice.

Stefani, che è difesa dall’avvocato Elena Peron e che nei prossimi giorni verrà sentita dal giudice, sa di aver commesso una serie di errori. Lo aveva ammesso lei stessa durante un interrogatorio con i carabinieri, assieme al suo legale. «Sì, ho sbagliato - aveva detto -, ma il mio era un amore sincero e ho capito che lui l’ha invece fatto soltanto per puro interesse».

Nella stessa circostanza, l’indagata aveva raccontato ai militari l’intera vicenda: «Ci siamo conosciuti nel 2013 e abbiamo cominciato a frequentarci. Lui si comportava come il fidanzato perfetto: era affettuoso e premuroso verso di me. Sapevo che era in difficoltà economiche e così lo aiutavo comprandogli da mangiare e vestire, e gli davo i soldi per la benzina».

Le generose elargizioni di denaro erano andate avanti fino al 2015, quando il direttore della banca, dove Maria Grazia aveva un conto cointestato con la madre e la sorella, aveva messo al corrente la capofamiglia dei continui prelievi fatti dalla figlia. A quel punto, a Stefani era stato messo un tetto di spesa di mille euro al mese. «Non gli ho potuto più dare i soldi di prima. Da quel momento in poi non ci siamo più visti tutti i giorni ma soltanto una volta alla settimana, fino a quando la relazione si è interrotta», aveva spiegato ai carabinieri l’indagata. Che aveva quindi iniziato a pedinare, molestare e minacciare l’ex compagno. Il quale, dopo un po’, aveva sporto querela.

Stefani era già stata arrestata una prima volta nel febbraio del 2016. Per lei, in quell’occasione, il giudice aveva disposto la misura degli arresti domiciliari. Dopodiché il pubblico ministero Silvia Golin aveva ordinato il giudizio immediato, ma le parti si erano riappacificate in aula: l’ex compagno aveva accettato il pagamento di un risarcimento di 8 mila euro, mentre Stefani si era impegnata a lasciarlo in pace.

La vicenda sembrava così essere arrivata al capolinea. Invece, alla fine di agosto di un anno fa, lei aveva ricominciato a braccarlo. Lo scorso luglio, il giudice Barbara Maria Trenti aveva emesso una seconda ordinanza simile alla prima, con la quale vietava alla donna di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla vittima, che abita a Sossano.

L’innamorata respinta non aveva comunque modificato il proprio comportamento. Come lo scorso 21 ottobre, quando era passata più volte in auto davanti al bar dove l’ex fidanzato stava bevendo una consumazione. Martedì scorso, i carabinieri hanno quindi dato esecuzione all’ultima ordinanza emessa dal giudice, che ha rispedito Stefani ai domiciliari nella sua casa di Pressana. V.G.

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