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11.08.2017

Botte ai carabinieri, due in manette

Per sfuggire ai carabinieri il marocchino è scappato dalla finestra
Per sfuggire ai carabinieri il marocchino è scappato dalla finestra

Quando mercoledì pomeriggio ha capito che i carabinieri della stazione di Sossano erano andati a casa sua per accompagnarlo in questura in vista della sua prossima espulsione dall’Italia non ci ha più visto. E a nulla è valso il primo tentativo dei militari di bloccarlo. Abdlehali Fassihi, 40 anni, marocchino, nel nostro Paese senza permesso di soggiorno, li ha prima presi a spintoni buttandoli fuori di casa; quindi è fuggito saltando dalla finestra. Ma, non ancora contento, per cercare di non essere raggiunto dagli uomini dell’Arma ha cominciato a prenderli pure a sassate. Alla fine il maghrebino è stato rintracciato a casa del fratello, Mohamed, 44 anni, residente pure lui a Sossano. Sperando di non essere trovato si era nascosto dentro a un armadio. E a quel punto per i carabinieri è iniziata un’altra impresa, con i due fratelli sempre più aggressivi e violenti che alla fine sono stati arrestati per resistenza e lesioni.

Ieri, in tribunale, per entrambi si è celebrato il processo per direttissima. Rinviato al 14 settembre prossimo. Nel frattempo Abdlehali, difeso dall’avvocato Paolo Mele junior, rimarrà in una cella del San Pio X mentre Mohamed, assistito dall’avvocato Gaetano Palermo, in possesso della carta di soggiorno, sposato e con un lavoro in regola, dovrà presentarsi ogni giorno alla polizia giudiziaria.

IL PRIMO INTERVENTO. Abdlehali Fassihi, non ha alcun documento valido per rimanere in Italia. Vive a Sossano e sbarca il lunario facendo lavoretti “in nero”. Per l’Ufficio immigrazione della questura, nel nostro Paese non può più stare. Va espulso. E per questo, mercoledì, i funzionari di polizia chiedono ai carabinieri della stazione di Sossano di andarlo a prelevare per rispedirlo poi nel suo Paese d’origine. Ma appena il nordafricano sente pronunciare la parola espulsione, diventa una furia. Si scaglia contro i militari e li butta fuori dal suo appartamento; poi, a sua volta, si getta dalla finestra e innesca una sassaiola per coprirsi la fuga.

L’ARRESTO. Dopo circa tre ore di ricerche, Abdlehali viene finalmente rintracciato. È a casa del fratello Mohamed. Ma stanarlo, dall’armadio dove nel frattempo si è chiuso dentro, diventa un’altra impresa. Anche perché stavolta ci si mette pure il parente a dargli man forte, in ogni senso. I carabinieri vengono ancora aggrediti e solo dopo alcuni minuti riescono ad avere la meglio sui due marocchini che vengono, entrambi, arrestati. Una volta accompagnati in caserma vengono quindi identificati e sistemati nella cella di sicurezza della caserma. Dove passano la notte in attesa del processo che si è celebrato ieri mattina davanti al giudice Mantovani. L’udienza si è conclusa con un rinvio al prossimo 14 settembre quando i due fratelli torneranno a comparire in aula. Nel frattempo Abdlehali rimarrà in prigione, al San Pio X e Mohamed passerà ogni giorno alla polizia giudiziaria.

Matteo Bernardini
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