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01.10.2017

È vicentino il piano che batte i record

Il pianoforte Grand Prix 333 prodotto nel laboratorio di  Luigi Borgato è il più lungo al mondo
Il pianoforte Grand Prix 333 prodotto nel laboratorio di Luigi Borgato è il più lungo al mondo

È vicentino il pianoforte più lungo al mondo. A realizzare lo straordinario strumento musicale che è riuscito a raggiungere proporzioni mai viste prima è stato Luigi Borgato, tra i più importanti costruttori a livello internazionale e che proprio a Sossano, in via Palladio 2, ha la sede del suo laboratorio, scelto dai più prestigiosi musicisti e non nuovo ai record.

Il pianoforte da primato è stato battezzato “Grand Prix 333” per via della lunghezza che arriva a toccare i 3,33 metri, più di mezzo metro rispetto a quelli che fino a questo momento sono stati considerati i più grandi, ovvero i più tradizionali pianoforti a gran coda da concerto, che non superano i due metri e ottanta. Ad impressionare sono anche altre misure, come il numero dei componenti assemblati, circa 15 mila, il peso, che sfiora i 700 chili, e soprattutto il prezzo. Un esemplare del genere, che è stato presentato al pubblico nel concerto d’esordio venerdì sera a Palazzo della Ragione a Padova, può tranquillamente costare a listino 330 mila euro. Come a dire, ben più di una qualsiasi fiammante Ferrari.

Luigi Borgato, 54 anni - aiutato dalla moglie Paola Bianchi - è uno degli ultimi artigiani al mondo che costruisce ancora a mano uno per uno gli strumenti. Dietro alla più recente delle sue creazioni ci sono anni di studio, ricerca e applicazione. Basti pensare che per un gran coda di quelli più consueti occorrono oltre mille ore di lavoro, cioè qualcosa come 135 giornate di lavoro interamente dedicate alla realizzazione dello strumento. E per il Grand Prix, ce ne sono volute anche di più. Nella sua bottega il genio sossanese ha progettato e portato a compimento anche due altri speciali pianoforti gran coda che sono stati entrambi brevettati. Il primo è il modello Borgato L 282, presentato oltre vent’anni fa e pensato ispirandosi ad un’idea che risale nientemeno che a Beethoven e che prevede la dotazione di quattro corde percosse per nota, da metà tastiera agli acuti, per 44 tasti. Il secondo è invece il Doppio Borgato L 282 - P 398, che è di per sé già un pezzo unico per la particolarità di essere il primo doppio pianoforte gran coda da concerto sovrapposto e con la pedaliera a 37 pedali, simile a quella di un organo, che è così in grado di offrire ulteriori possibilità esecutive per gli interpreti e creative per i compositori. D’altronde, lo stesso artigiano l’ha avuto presente prima ancora di cominciare a costruire la sua opera che “è la musica che detta le regole dello strumento”. Il Grand Prix 333, che rappresenta anche un’altra conquista per il made in Italy nel settore delle costruzioni di strumenti musicali, l’altra sera è stato affidato a Giovanni Bertolazzi, uno dei talenti italiani più promettenti del pianoforte, che l'ha suonato per 45 minuti, emozionando il pubblico eseguendo complesse partiture di Chopin, Liszt e Rachmaninov.

Matteo Guarda
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