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16.09.2017

Cadde in casa e poi morì
«Il fratello non ha colpe»

Il pm Paolo Fietta
Il pm Paolo Fietta

Se anche i soccorsi fossero arrivati prima, non avrebbero potuto salvare l’anziana che era in condizioni molto gravi. Per questo suo fratello, se anche ritardò la richiesta di aiuto, non ebbe colpe. È quanto sostenuto dalla procura, che con il pubblico ministero Paolo Fietta ha chiesto l’archiviazione per Bruno, il fratello di Maria Pellizzaro, 90 anni, morta a fine luglio dopo essere caduta all’interno della sua abitazione di via Roma, a Sarego.

Erano stati i parenti di Maria a rivolgersi alle forze dell’ordine per vederci chiaro e per capire se l’anziana, potesse essere salvata. Per questa ragione il magistrato aveva disposto l’autopsia sul corpo della pensionata, incaricando il medico legale Lorenzo Meloni di stabilire le cause del decesso. Bruno era stato iscritto sul registro degli indagati come atto dovuto, per consentirgli di incaricare un proprio consulente tecnico.

Secondo quanto era emerso, la vittima si trovava in casa assieme al fratello quando era caduta a terra. A soccorrerla Bruno e dei vicini di casa, che avrebbero aiutato Maria a rialzarsi e invitato il congiunto a chiamare l’ambulanza, incassando un primo rifiuto da parte dell’indagato, che allertò il 118 solo più tardi, quando le condizioni peggiorarono. All’arrivo del Suem Maria era già morta. I famigliari contattarono il 112.

Il medico legale ha sostenuto che anche un intervento più tempestivo del 118 non le avrebbe consentito di sopravvivere, e per questa ragione il pubblico ministero ha chiesto l’archiviazione del procedimento che era stato avviato per omissione di soccorso.

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