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25.09.2018

«Violenta la moglie e la minaccia di morte»

Una delle aule penali del tribunale di Vicenza
Una delle aule penali del tribunale di Vicenza

Secondo la procura ha sottoposto la moglie, per anni, a continue offese, minacce e vessazioni; nonché a subire rapporti sessuali non consenzienti dal 2015 sino al luglio dello scorso anno. Una ricostruzione, quella del pubblico ministero Alessia La Placa, accolta dal giudice per l’udienza preliminare, Roberto Venditti, che ha così rinviato a giudizio F.M (le iniziali a tutela della parte offesa), 34 anni, residente a Pojana Maggiore. L’imputato, difeso dall’avvocato Paola Montresor, è accusato di una serie di comportamenti vessatori verso la moglie che il capo di imputazione emesso nei suoi confronti riporta puntualmente. Come, per esempio, il fatto di arrivare «a impedirle di sentire, anche telefonicamente, i suoi familiari, impedendole di lavorare, decidendo quando avrebbe dovuto guardare la televisione e pure quali programmi». Non solo, perché avrebbe imposto alla sua compagna anche «l’orario del risveglio e la consumazione di rapporti sessuali, oltre che all’orario dei pasti e quello a cui doveva andare a letto». Avrebbe poi reiteratamente minacciato la donna, 32enne, di morte riferendole «che ci avrebbe messo poco tempo per metterla sottoterra e a farla sparire visto che era armato». Evidentemente terrorizzata dal clima familiare in cui si trovava costretta a vivere, la presunta vittima, nel luglio dello scorso anno è stata accolta dal centro antiviolenza di Vicenza. Intanto, oltre che per l’accusa di maltrattamenti in famiglia, il 34enne, è stato rinviato a giudizio anche per violenza sessuale. Sua moglie lo ha infatti denunciato per averla costretta «a consumare con cadenza di tre-quattro volte alla settimana rapporti sessuali non consenzienti». Il processo nei confronti dell’uomo comincerà il prossimo 21 novembre quando l’imputato dovrà presentarsi in aula per la prima udienza. In quell’occasione avrà la possibilità di difendersi e di dimostrare che le accuse che gli sono state rivolte dalla moglie e dalla procura non sono vere. I fatti contestati sono numerosi a partire dal 2012 fino, appunto, al luglio di un anno fa. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

M.B.
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