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16.01.2018

La sindaca “No-Pfas” chiede spazio

Il sindaco  Paola Fortuna, candidata dell’area berica. FOTO MASSIGNAN
Il sindaco Paola Fortuna, candidata dell’area berica. FOTO MASSIGNAN

<COBIANCO> Matteo Guarda Si ricandida nel Cda di Acquevenete la sindaca di Pojana Maggiore, Paola Fortuna, cercando di entrare nella stanza dei bottoni della società a capitale pubblico nata a dicembre dalla fusione di Centro Veneto Servizi e Polesine Acque che si occupa della gestione del servizio idrico integrato in 110 Comuni veneti, compresi una decina di vicentini. La sua candidatura, dopo un mandato in Cvs e due mesi nel Cda di Acquevenete, aiuterà a rappresentare i paesi della Zona Rossa, l'area colpita dai Pfas Sindaco è della partita dunque? Sì, sarò una dei candidati della lista che avrà come capolista Piergiorgio Cortellazzo, il presidente uscente di Cvs, l'ente che secondo i patti parasociali dovrà esprimere il prossimo presidente. Con lui proprio in questo periodo ho lavorato per creare una squadra che rappresentasse la continuità con il Consiglio passato, che è la garanzia che il percorso fatto fino a questo momento possa proseguire. E si è lavorato soprattutto per cercare la conferma di alcuni nomi che erano già presenti nei precedenti Cda. Quali sono i punti del vostro programma? La riconferma rappresenta la possibilità di portare alla soluzione le problematiche legate ai Pfas in Zona Rossa che è stata seguita da quando è sorta con grande attenzione e sensibilità proprio da Cvs. Sono questioni che non riguardano soltanto il Vicentino ma che interessano anche il territorio di altri, come quello Montagnana, al confine, e di Comuni veronesi, a cominciare da Roveredo. Per fare fronte comune abbiamo costituito il coordinamento dei sindaci della Zona Rossa, con sedici Comuni rappresentati. Sui Pfas il nostro diventa quindi un lavoro di gruppo che potrà essere ulteriormente valorizzato e trovare riconoscimento con la presenza di uno dei sindaci nel Cda di Acquevenete. Quali sono in concreto le azioni che vorrebbe portare avanti nel Cda? Nuovi investimenti per continuare l'ammodernamento della rete idrica che per il territorio della Zona Rossa vuol dire portare avanti i progetti di approvvigionamento da fonti idriche libere da contaminazioni da Pfas. Quel progetto, giudicato prioritario dalla Regione, ha lo scopo di far arrivare le acque pulite ai Comuni colpiti del Vicentino partendo da Camazzole e passando per Montagnana. Ma servono risorse. Un intervento su cui ci impegneremo per spingere lo Stato e la stessa Regione a dare gli investimenti promessi perché è fondamentale per risolvere il problema. Poi c'è la battaglia per avere, al posto di aumentarle, delle bollette meno pensati con la riduzione delle tariffe che saranno fino al due percento. E se si pensa che in Zona Rossa, dove ci sono i filtri anti Pfas che hanno dei costi di gestione parecchio alti, questo diventa un risultato di assoluto rispetto. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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