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17.11.2017

Acquevenete, un tubone in zona rossa

La nuova società gestirà anche gli acquedotti del Veronese
La nuova società gestirà anche gli acquedotti del Veronese

E’ nata Acquevenete Spa. La nuova società di gestione del servizio idrico integrato a capitale pubblico è stata creata grazie alla fusione di Centro Veneto Servizi con Polesine Acque e tra i primi effetti farà risparmiare in bolletta.

A siglare l’atto di fusione i presidenti di Cvs Piergiorgio Cortelazzo, che sarà il primo presidente del nuovo soggetto, e quello di Polesine Acque, Alessandro Ferlin. A partire dal primo dicembre gestirà l’acquedotto e la fognatura dei Comuni dell’Area Berica serviti in precedenza da Cvs, come Agugliaro, Alonte, Asigliano, Campiglia, Orgiano, Pojana Maggiore, Sarego, Val Liona e Zovencedo. Nei giorni scorsi è stato siglato l’atto di fusione, che dà vita alla nuova realtà con comprensorio di 110 Comuni, pari a 500 mila abitanti, un territorio di 3 mila e 200 chilometri quadrati e 10 mila chilometri di condotte in carico, di cui 7 mila di reti idriche e 3 mila di reti fognarie.

E in conseguenza della fusione sono attesi risparmi pari a 23,5 milioni di euro generati dalle economie di scala che saranno destinati all’alleggerimento delle bollette.

«L'obiettivo fissato – spiega Paola Fortuna, sindaco di Pojana e membro dei Cda di Cvs prima e di Acquevenete oggi - è l’abbattimento del 2 percento delle tariffe dell’acquedotto e del canone fognario, già a partire dal prossimo anno. Non solo quindi le bollette non aumenteranno, ma grazie a questa operazione andranno diminuendo. E’ un primo effetto della fusione che è stata frutto di un lungo percorso e che vedrà ora il nostro impegno volto a dare concretezza alle aspettative, a cominciare dalle tariffe più basse».

Anche sul fronte degli investimenti Acquevenete è pronta a dare un nuovo impulso: ammontano, infatti, a oltre 50 milioni di euro i nuovi cantieri già programmati fino al 2020, allo scopo di ammodernare le reti e gli impianti e realizzare altre opere andando a realizzare tutti gli investimenti previsti dai rispettivi piani d’Ambito. «Tra opere più importanti – precisa la sindaca Fortuna - ci sarà il “tubone” che da Camazzole porterà l’acqua libera da Pfas nel Vicentino. Attualmente è già stato realizzato il tratto da Camazzole a Ponso, mentre da Ponso fino a Montagnana e da qui all’Area Berica è il progetto che rientra come prioritario nella programmazione regionale per portare l’acqua priva di Pfas nella zona rossa e come finanziamento potrebbe giovarsi degli 80 milioni di euro di fondi ministeriali».

La nuova società dovrà comunque rispondere separatamente all’Ato Polesine (per i 52 Comuni di Polesine Acque) e all’Ato Bacchiglione (per i 58 Comuni di Cvs). Inoltre, la nascita di Acquevenete porta con sé un miglior rating bancario e quindi una maggiore facilità di accesso ai finanziamenti, ulteriore garanzia della possibilità di concretizzare investimenti per nuove opere nel territorio. Acquevenete potrà contare su due sedi operative, a Monselice e Rovigo. A disposizione degli utenti resteranno i 14 sportelli già presenti e dislocati nel territorio servito.

Matteo Guarda
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