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25.07.2018

Max Ponti ce l’ha fatta Il processo è da rifare

Giovanni M. Ponticello ai tempi in cui lavorava con la showgirl  Zardo
Giovanni M. Ponticello ai tempi in cui lavorava con la showgirl Zardo

Il sedicente produttore cinematografico Giovanni Massimiliano Ponticello, conosciuto come “Max Ponti”, ha diritto alla revisione del processo per estorsione per la quale era stato condannato a 4 anni e mezzo con sentenza passata in giudicato. La Cassazione ha stabilito che il padovano di Lozzo Atestino, conosciuto anche nell’Area Berica per le disavventure giudiziarie e per avere abitato a Orgiano, dev’essere sottoposto a un giudizio bis per il ricatto da 40 mila euro avvenuto nel 2002 che gli era costato caro. Perché le prove portate a suo discarico all’attenzione della Corte d’Appello di Trento non sono state ritenute autentiche pur in assenza di quel contraddittorio che avrebbe scrutinato in maniera adeguata gli indizi. Ecco perché la seconda sezione della Suprema Corte, presieduta da Mirella Cervadoro, ha accolto il ricorso dell’avvocato Alberto Di Mauro sul punto in cui il passaporto prodotto alla Corte d’Appello trentina proverebbe che il 12-13 agosto 2002 quando ci sarebbe stata l’estorsione, Ponticello si trovava in Romania e pertanto non poteva essere responsabile. Tuttavia, la Corte trentina sosteneva che non ci potesse essere alcuna certezza in merito alla autenticità dei timbri di entrata ed uscita dalla Romania il 6 agosto e 19 agosto 2022. Quella di Ponticello, 47 anni, inguaiato da falsi provini, è stata finora una vita movimentata, per usare un eufemismo. Nel novembre 2016 era stato arrestato a Santo Domingo. Era ricercato da due anni per il definitivo di pena per bancarotta ed estorsione. Ad arrestarlo era stata la polizia della Repubblica Domenicana in seguito dell’esecuzione di un mandato di cattura internazionale firmato dai magistrati italiani. Ponticello, dunque, che è in affidamento in prova e lavora in una società che si occupa di smaltimento dell’amianto, sarà processato da una nuova sezione della Corte d’Appello che dovrà valutare nel merito l’effettiva valenza della prova del passaporto, così come le dichiarazioni di Sofica Popa e Fernando Munari. Solo allora si capirà se l’episodio estorsivo del 12-13 agosto 2002 ha avuto come protagonista Ponticello. Che protesta la propria innocenza. •

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