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25.07.2018

«Danneggiato dalla giustizia lumaca»

Il sindaco  Spigolon è a processo per  truffa ai danni dello Stato
Il sindaco Spigolon è a processo per truffa ai danni dello Stato

Caro ministro, fai una legge che metta fine ai continui rinvii per i processi come quelli che riguardano il sindaco di Noventa perché “non è condivisibile che i procedimenti che coinvolgono un primo cittadino possano considerarsi non prioritari alla luce del significato istituzionale che ha la figura del sindaco”. È riassunto in queste poche righe il senso dell’interrogazione presentata da Sara Cunial, parlamentare del M5S, al ministro della giustizia. Nel mirino c’è Marcello Spigolon, finito a processo per presunta truffa ai danni dello Stato per una storia di contributi Inps che, secondo l’accusa, il sindaco avrebbe cercato di far pagare alla Provincia, di cui era assessore. Per Cunial, i continui rinvii rischiano di far arrivare alla prescrizione del reato senza che Spigolon possa essere giudicato. «Come se io puntassi a questo, mi viene da ridere», commentava ieri il primo cittadino. «Io sono il vero danneggiato da questi tempi lunghi della giustizia, sia chiaro. Ma d’altra parte mi stanno facendo la guerra a livello politico, quindi mi aspetto questo e altro». È un sindaco importante se viene scomodato il ministro per la sua vicenda. «È solo perché i grillini ce l’hanno con me. So da chi parte questa iniziativa, non dalla parlamentare, ma dal consigliere comunale del M5S. Ma non mi preoccupo, è da una vita che mi fanno la guerra qui». I grillini? «Bah, ora sono loro, in passato sono stati quelli che poi non sono riusciti ad entrare in consiglio comunale. I miei avversari politici». Ma perché dovrebbero avercela così tanto da far diventare il suo un caso da interrogazione parlamentare? «Me lo chiedo anch’io sa. Vicende simili sono capitate anche a Renzi o a Zingaretti, governatore del Lazio. Solo che nei loro confronti sono stati aperti fascicoli con ipotesi di reato e poi tutto è finito lì. Io, povero sindaco disgraziato di provincia, sono stato rinviato a giudizio». La procura sostiene che lei ha truffato l’Inps. Insomma, parliamo di possibile truffa ai danni dello Stato. Non è un’accusa da poco. «Guardi, io ho la coscienza a posto e sono pronto a rispondere al giudice. Ah, a proposito, vorrei dire alla parlamentare che in realtà i rinvii sono 2, non 9 come scrive. E sono imputabili a problemi legati al giudice non a me. Mettiamo i puntini sulle i per favore». D’accordo, ma torniamo al punto. La questione della truffa. Ammesso che sia confermata... «Ripeto che ho la coscienza a posto e ne uscirò pulito». Sì, ma a quanto ammonterebbe il danno nei confronti dello Stato secondo l’accusa. «Mi pare siano 30 euro al mese alla fine. Le pare che per 30 euro in più al mese sulla pensione, io vado a rischiare di essere incriminato? Invece di prendere 600 euro al mese ne prenderei 630. Ma dai, se proprio volevo la truffa la facevo meglio, e magari molto prima, vent’anni fa così ci guadagnavo qualcosa di più». Quanto l’ha danneggiata questa vicenda? «Danneggiato? Per nulla, visto che nonostante le accuse infamanti di chi mi vuole male sono stato rieletto. Quella è stata la sentenza più bella a mio favore, quella dei cittadini che mi hanno votato al secondo mandato. Se solo ci fosse stato il sospetto che ero un sindaco che si faceva gli interessi privati e non faceva quelli del suo paese, non mi avrebbero ridato fiducia. Io, comunque, ho rifiutato altre candidature per correttezza». Che candidature? «Non posso dirlo. Però posso dire che ho preferito star fuori da tutto proprio perché sono in attesa di giudizio. Prossima udienza il 10 settembre. Sarà l’ultima? «Lo spero, ripeto che sono io il primo a volere che tutto finisca prima possibile. Attendo fiducioso». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Dennis Dellai
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