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08.02.2018

Nessuna proroga «Bimbi a scuola solo se vaccinati»

Si rischia il caos vaccinazioni con le indicazioni del ministero e la richiesta di prendere tempo dei sindaci
Si rischia il caos vaccinazioni con le indicazioni del ministero e la richiesta di prendere tempo dei sindaci

Luisa Nicoli «Alle famiglie che non sono in regola con i vaccini attenzione: dal 10 marzo i bambini di asili nido e scuole materne rischiano di restare a casa». L’appello accorato arriva da Martino Montagna, presidente del comitato Distretto Ovest dell’Ulss 8 Berica, ex Ulss 5, sindaco di Cornedo, interprete in questo delle preoccupazioni dei 22 comuni dell’area Ovest Vicentino. Vista la posizione del ministro della salute Beatrice Lorenzin: non ci saranno proroghe. Dati alla mano, report aggiornato ad inizio febbraio 2018, tra i bambini obbligati alla copertura vaccinale come previsto dalla legge nazionale, cioè nati tra l’1 gennaio 2012 e il 31 dicembre 2016, le situazioni irregolari nell’Ovest Vicentino sono ancora molte. Soprattutto in alcuni comuni come Brendola, che spicca per la percentuale più alta, 13.02% di bambini non vaccinati, seguito da Crespadoro, 12.5%, da Brogliano e Castelgomberto, 11.5% e da Trissino, 11.25%. Da qui la preoccupazione. Perchè ormai c’è poco tempo per mettersi in regola. Il 10 marzo infatti è la data ultima definita dalla legge nazionale sull’obbligo vaccinale voluta dal ministro Beatrice Lorenzin per scuole materne e asili nido, ovvero i servizi educativi all’infanzia. «Bisogna fare chiarezza e sgomberare il campo da equivoci, incertezze o false speranze – continua il presidente del comitato Distretto Ovest Montagna – il 10 marzo è la data definitiva entro la quale mettersi in regola. Il ministro Lorenzin è stato molto chiaro, ribadendo la posizione già espressa più volte: questo è il termine ultimo per avviare le procedura per i vaccini. Altrimenti i bambini resteranno a casa da scuola e scatteranno le sanzioni per le famiglie». I 22 comuni dell’Ovest Vicentino, sindaci in primis, si sono confrontati più volte sulla questione. E in particolare nelle ultime settimane, con diversi incontri, l’ultimo dell’esecutivo qualche giorno fa presenti i vertici della direzione sanitaria dell’Ulss 8 Berica. Non ci sarà quindi alcuna lettera inviata a Roma al ministro Beatrice Lorenzin per chiedere una proroga dei termini. «Non servirebbe a nulla», precisa Montagna. La nota di chiarimenti del ministro Lorenzin in risposta al presidente Antonio De Caro dell’Anci precisa che “i bambini i cui genitori dimostrino, con documentazione proveniente dall’Ulss entro il 10 marzo, di aver presentato la richiesta di effettuazione delle vaccinazioni e che la somministrazione di queste sia stata fissata dall’azienda sanitaria successivamente a tale data, potranno continuare a frequentare i servizi educativi; dopo il 10 marzo sarà invece precluso l’accesso ai servizi ai soli minori i cui genitori non siano in regola neppure con tale adempimento”. Il problema è quindi per le famiglie considerate irriducibili. Da qui l’appello. «Ci rivolgiamo ai genitori che nonostante ripetuti solleciti, lettere e raccomandate, inviti e convocazioni da parte dell’Ulss per un appuntamento non hanno ancora avviato l’iter procedurale – continua Montagna - contattate l’unità socio-sanitaria. Chiamate e fissate un appuntamento per avviare i colloqui. Almeno così fino alla fine dell’anno scolastico i bambini potranno continuare a frequentare scuole materne e asili nido». «Il mio intervento, e parlo a nome di tutti i sindaci dell’Ovest Vicentino è un richiamo – conclude Martino Montagna, sindaco di Cornedo con il 6.53% di bambini non vaccinati – per far capire ai genitori di non aspettare oltre. Bisogna contattare l’Ulss. Ovviamente saranno i dirigenti delle scuole a dover decidere ma rispondete ai solleciti che sono continuati ad arrivare alle famiglie che finora non hanno ancora fatto nulla. Non ci vuole molto per essere in regola». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luisa Nicoli
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