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01.07.2018

«Stop alla fusione» La scelta di Nardin gela gli entusiasmi

Il sindaco di Montegalda Andrea Nardin frena sulla fusione
Il sindaco di Montegalda Andrea Nardin frena sulla fusione

“Fusione a freddo” verso Grisignano, dopo che l’Amministrazione di Montegalda ha annunciato la sua indisponibilità a continuare nel progetto. Un “matrimonio amministrativo” da farsi, che sarebbe già giunto alla separazione di fatto. Il dardo è dello stesso primo cittadino di Montegalda, Andrea Nardin, che ha creato un vortice che stravolge la sua stessa maggioranza e la minoranza esclusa con disappunto dei consiglieri, arrivando fino a Grisignano. Lo “stop” è arrivato dopo una riunione di preconsiglio della maggioranza, nella quale Nardin ha comunicato ai suoi “l’impossibilità di rispettare i tempi normativi, così da rinviare il tutto al 2020”. Dopo le nuove amministrative del 2019, quindi. La decisione presa da Nardin, quasi in autonomia, ha avuto un effetto tellurico su alcuni consiglieri, forti dell’entusiasmo raccolto nelle recenti assemblee pubbliche tenutesi nei rispettivi paesi. Uno shock che alcuni fedelissimi di Nardin hanno commentato così: «Non abbiamo parole per quanto successo», trincerandosi dietro una dichiarazione che farebbe ipotizzare anche possibili dimissioni. Siamo quindi alla più grave crisi comunale dall’elezione di due anni fa, quando tutto sembrava marciare inesorabilmente verso quella che i sindaci avevano pubblicamente definito una “scelta obbligatoria e vantaggiosa per i rispettivi territori”. Cosa sia successo poco dopo le assemblee che videro anche un improbabile “sondaggio di sala”, anticipazione di quello che doveva essere il referendum istituzionale, per misurare la volontà popolare, non è ben chiaro. Nelle assemblee però, Nardin disse a fine serata: «Avanti con la fusione, ma a passo lento. Se ne riparlerà nel 2020…». Frase sibillina che fu poco recepita dalla platea stessa. primo a dirsi “sconcertato” è il sindaco di Grisignano, Renzo Lotto. «Martedì scorso -ricorda- eravamo anche noi in preconsiglio allargato, con la minoranza, per discutere e il clima era da larghe intese, al punto da pensare già al- l’attuazione del piano di fattibilità con Montegalda. Da mesi infatti ci sono contatti giornalieri con il comune “fratello” per scambio di opinioni. Alle 23 ho ricevuto la chiamata del mio omologo, che mi comunicava l’indisponibilità di proseguire nel progetto». «Sono sereno - afferma Nardin - Quanto dovevo dire è stato già detto pubblicamente. Non ne farei un caso. Se qualcuno non ha capito bene, se ne faccia una ragione o lo dica direttamente! Io continuo a rappresentare i miei cittadini e i loro interessi e non ho nessuna intenzione di forzare la mano, imponendo volontà che non trovano il suffragio popolare. Sì alla fusione quindi, ma nei tempi giusti».Con chi però, resta tutto da vedere. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Antonio Gregolin
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