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12.01.2018

Invia rose e lettere
Ma non è stalking
Giudice lo assolve

L’imputato aveva tentato di riconquistare la ex anche con una lettera e con delle rose. ARCHIVIO
L’imputato aveva tentato di riconquistare la ex anche con una lettera e con delle rose. ARCHIVIO

LONIGO. I tentativi di riconquistare un amore perduto spesso portano a violenze o tragedie. Ma non sempre costituiscono un reato, se questi tentativi rimangono in un alveo di cortesia e di rispetto. Secondo il giudice Arban, è questo il caso di Moreno De Mori, 48 anni, impiegato residente ad Alonte, che ieri al termine del processo con rito abbreviato è stato assolto dall’accusa di atti persecutori. In aula è prevalsa la tesi della difesa, con l’avv. Angelo Butera, mentre il pubblico ministero Parolin aveva chiesto la condanna. Lo stesso De Mori era accusato anche di lesioni, perché il 19 dicembre 2015 aveva ferito con un calcio l’allora convivente Vania Bertoldo, causandole 7 giorni di prognosi; l’imputato aveva offerto 1.200 euro per risarcirla, ma lei (parte civile con l’avv. Rosanna Pasqualini) aveva rifiutato. In base alla nuova norma, lui è stato comunque prosciolto per “condotte riparatorie”, perché la cifra è stata ritenuta congrua dal giudice.

 

La vicenda, avvenuta fra Lonigo, Orgiano e Alonte, è singolare. Dopo la fine della relazione sentimentale fra l’impiegato e l’estetista, e dopo il calcio (che l’imputato ha sempre ammesso), De Mori aveva cercato di riallacciare i rapporti con la donna di cui diceva di essere innamorato. Le aveva mandato alcuni messaggi, nonostante lei gli avesse detto di non gradirli; le aveva scritto una lettera e mandato delle rose. Non aveva ottenuto il suo scopo, nel senso che lei non aveva più voluto saperne. Era poi accaduto che i due si incontrassero in alcuni luoghi pubblici del Basso Vicentino. Secondo Vania, perchè lui la cercava con insistenza laddove sapeva di poterla vedere; secondo Moreno, per pura casualità, visto che i luoghi d’incontro in quei Comuni non sono poi così numerosi. Ad ogni modo, Bertoldo aveva presentato una denuncia, oltre che per le lesioni, per stalking; il comportamento del suo ex - durato dal gennaio al settembre 2016, spiegava, le aveva causato un «perdurante e grave stato di ansia - scrive la procura nel capo di imputazione - ingenerando in lui un fondato timore per la propria incolumità, anche in relazione all’aggressione fisica subita durante la convivenza».

 

Il magistrato aveva allora chiesto una misura cautelare a carico di De Mori, in particolare il divieto di avvicinarsi alla donna e di presentarsi nei luoghi frequentati dall’estetista. Ma il giudice Maria Trenti aveva respinto la richiesta, sostenendo fra l’altro che lo stato di ansia e stress, di cui nessuno ha mai dubitato, più che dai comportamenti dell’impiegato era generato anche da una particolare sensibilità della presunta vittima del reato, che stava male anche di fronte ad un messaggio, ad una rosa, ad una lettera o ad un incontro. Mancavano, fra gli atteggiamenti contestati all’imputato, la violenza, fatto salvo per l’episodio del calcio, o le minacce. La procura, comunque, aveva chiesto il rinvio a giudizio per De Mori, ritenendo provato il reato, e anche ieri ha sollecitato la condanna. La difesa invece ha rimarcato come i suoi tentativi di tornare assieme alla donna amata, dopo le scuse per le lesioni, non avessero violato la legge. Assolto. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Diego Neri
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