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lunedì, 12 novembre 2018

Dopo l'omicidio
voleva rapire
la figlia di 6 anni

Zoran Lukijanovic, 41 anni, ha ucciso la moglie Tanja Dugalic, 33, poi si è tolto la vita

LONIGO. «Erano tanti anni che quell'uomo terrorizzava la mia famiglia. Mia figlia temeva che prima o poi l'avrebbe uccisa. È sconvolgente, nulla ha potuto fermarlo. Voleva anche rapire sua figlia, per fortuna non gli ho aperto». A raccontarlo ai carabinieri è stata la madre di Tanja Dugalic, la vittima del femminicidio di Lonigo.

 

Dopo aver ucciso la moglie, Zoran Lukijanovic, 41 anni, ha raggiunto a piedi la sua auto, posteggiata poco lontano, e si è messo in marcia verso Orgiano. Intorno alle 9 ha suonato al campanello della sua vecchia abitazione, dove c'erano la bimba di 6 anni, che lui non vedeva da tempo, e sua suocera. È stata lei a sentire il campanello, a scorgere con orrore il profilo del genero e a non aprire. Quindi avrebbe contattato la figlia, senza ricevere risposta; non sapeva che era già morta. Poco dopo Zoran si è allontanato, fuggendo verso la morte per completare quel folle piano che aveva in testa quando, armato di pistola, è tornato in Italia dalla Serbia, dove era latitante. Ed è passata ancora qualche decina di minuti quando i carabinieri si sono presentati in via XXV Aprile per mettere in sicurezza nonna e bambina. In giro c'era un killer armato, temevano potesse fare una strage.

 

La crisi in famiglia, che ha origini antiche, ha ricostruito la suocera dell'assassino, era scoppiata quando sua figlia, nel 2013, per un grave problema di salute, aveva scoperto di non poter più restare incinta. Lui, arrabbiato perché non poteva dargli un maschio, era diventato talmente aggressivo e violento da costringere Tanja a lasciarlo. Una decisione che il killer non aveva voluto accettare.