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13.01.2018

Affissioni abusive Sanzioni a raffica anche per il teatro

Raffica di multe a Lonigo per affissioni in luoghi non idonei. MASSIGNAN
Raffica di multe a Lonigo per affissioni in luoghi non idonei. MASSIGNAN

Lino Zonin Una sfilza di multe emesse nei giorni scorsi dalla Polizia municipale sta agitando gli umori di molti leoniceni. Alcuni commercianti e diverse associazioni hanno ricevuto un verbale di 50 euro per aver esposto in luoghi non autorizzati locandine pubblicitarie. Nella ventina di soggetti colpiti figurano anche delle istituzioni di emanazione comunale, come il teatro Verdi e un commerciante è stato multato per aver esposto il manifesto di un evento organizzato proprio dal Comune. «Pensavo che attaccare una locandina di un incontro organizzato dall’assessorato per le pari opportunità contro la violenza sulle donne non fosse un reato - commenta Emilio Mazzai, titolare di una libreria -. In pratica vengo punito dal Comune per aver fatto pubblicità a un’iniziativa comunale». Nella rete sono caduti in tanti: oltre al teatro Comunale, anche le locali sedi del Cai e dell’Anffas. Il corto circuito amministrativo è singolare ma ha comunque un suo perché, come spiega il sindaco Luca Restello: «Esiste un regolamento comunale che tutela il decoro della città. Se n’è parlato a lungo e tutti hanno approvato un intervento che sostituiva regole di convivenza urbana vecchie di ottant’anni. Le locandine multate erano affisse in luoghi non autorizzati come la cancellata del palazzo del Popolo, le vetrine dell’ex caffè Borsa oppure le colonne dei portici di via Garibaldi. Detto questo, posso comprendere il disappunto di chi è stato colpito. Forse si poteva agire in maniera meno dura, spiegando ai cittadini che stavano sbagliando e partendo con le multe solo successivamente. Ma a Lonigo funziona così, ogni tanto la città va fuori giri e succedono queste cose». Il commerciante di via Roma non ci sta: «Attacco gli avvisi alla colonna da tempo immemorabile - commenta - E poi non sono neanche sicuro se l’ho messo io o la persona incaricata dal Comune della distribuzione. Se così fosse, sarei innocente del tutto». Cerca di dirimere la questione il comandante della Polizia locale Alessandro Rigolon. «Il divieto di affissione è regolato non solo dal regolamento comunale, ma anche dalle norme generali in materia penale e di pubblica sicurezza. Siamo intervenuti dietro reiterata segnalazione di un cittadino che lamentava la presenza di manifesti fuori posto. A quel punto non potevamo che intervenire e agire su tutte le infrazioni che abbiamo riscontrato, limitando peraltro il raggio d’azione al centro storico attorno a piazza Garibaldi». «Trattandosi di sanzioni emesse a norma del Regolamento di polizia urbana - conclude - è possibile fare ricorso in Comune e chiedere la riduzione dell’importo addebitato». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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