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30.08.2018

Nuovo Comune, sarà Pieve dei Berici

L’antiva pieve di Nanto sarà il simbolo del nuovo Comune
L’antiva pieve di Nanto sarà il simbolo del nuovo Comune

Il nuovo Comune si chiamerà “Pieve dei Berici”. I cittadini di Nanto hanno confermato il nome già emerso nel sondaggio indetto a Longare e a Castegnero nell’originario progetto di fusione di Comuni. È questo l’esito della seconda consultazione che si è tenuta nei giorni scorsi, questa volta aperta ai cittadini di tutti e tre i Comuni. Un passaggio che è stato ritenuto obbligato in seguito alla partecipazione di Nanto. Di gran lunga preferito, con quasi due terzi delle preferenze, è stato Pieve dei Berici che ha riportato 667 voti sui 1.061 complessivi, pari al 63 percento. E’ stato indicato da 53 votanti di Nanto, 58 di Castegnaro e 197 di Longare che hanno utilizzato la tradizionale modalità di voto cartaceo, cui devono aggiungersi le 359 preferenze arrivate da chi ha optato per votare via internet. La rosa dei nomi alternativi che si potevano scegliere comprendeva: Perla dei Berici e Borgo Berico che hanno registrato lo stesso numero di voti, 115, cioè l’11%; Ponti Berici, che ha preso 99 voti (il 9%); e Riviera dei Berici, che nonostante sia il modo in cui viene chiamata l’area in cui si trova buona parte dei tre territori comunali, è invece quello che è piaciuto di meno registrando soltanto 65 voti, appena il 6%. Sia a Nanto che nell’insieme dei tre Comuni ha votato all’incirca il 9% sul totale degli 11.680 abitanti. «La scelta di Pieve dei Berici rispetto gli altri nomi che potevano avere qualche chance è dovuta a ragioni storiche – spiega il sindaco, Ulisse Borotto -. La pieve di Nanto è l’antica chiesa parrocchiale del capoluogo che in epoca napoleonica è stata assegnata al territorio di Castegnero, in via Pontaron. È sempre rimasta cara ai nantesi tanto che qualche anno fa il Comune l’ha acquistata e restaurata. Con la fusione diventerebbe così di tutti, sanando le ingiustizie della storia. Invece Longare ha una delle più antiche pievi del Vicentino, che praticamente è già un simbolo. Ecco perché quel nome che fa riferimento alla pieve è il legame sentito dalla maggioranza dei votanti di tutti e tre i Comuni. Più ancora che la condivisione dei principali collegamenti stradali, di una conformazione territoriale simile, della polizia locale o di un istituto comprensivo e dell’unità pastorale in comune e della sinergia tra Pro loco». E l’allargamento a Nanto dell’originario progetto di fusione tra Longare e Castegnero, come emerso dall’integrazione dello studio di fattibilità, porterà maggiori risorse per tutti. «Nanto porterà una ricca dote – precisa il sindaco Borotto -. Ci saranno maggiori contributi statali per circa 400 mila euro all’anno per dieci anni, cioè 4 milioni di euro, sul 1 milione e 400 mila che spetterebbero con la semplice fusione a due. Oltre ai 600 mila euro di trasferimenti regionali una tantum e senza contare i risparmi dovuti a un più efficiente assetto organizzativo e alle economie di scala che si genererebbero da una migliore contrattazione sugli acquisti e sui costi dei servizi». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Matteo Guarda
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