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18.08.2017

Consorzio turistico... chiuso per ferie

Una veduta dei Colli Berici. Siamo nella zona di Brendola. ARCHIVIO
Una veduta dei Colli Berici. Siamo nella zona di Brendola. ARCHIVIO

Dovrebbe svolgere attività di promozione turistica del territorio, di sportello informativo. Ma il Consorzio Pro loco Colli Berici, 24 comuni di riferimento da Zovencedo a Lonigo, da Arcugnano a Sarego, da Campiglia a Brendola, ha chiuso dal 7 al 20 agosto compresi. «Avremmo preferito restasse aperto» dicono alcuni sindaci. «Senza personale è impossibile - replica il presidente del Consorzio Lucio Penzo -. Il nostro è tutto volontariato. E per essere sempre operativi c’è bisogno di aiuto e condivisione».

«Abbiamo due impiegate fisse, che durante l’anno garantiscono l’apertura al mattino e al pomeriggio ma dobbiamo assicurare loro le ferie. E in questi giorni non c’è personale, per questo siamo costretti a chiudere. Noi siamo rimasti l’unico ente che svolge attività di promozione turistica sui Colli Berici. La sede di Nanto l’ha messa a disposizione la Pro loco ad uso gratuito, ma la gestione amministrativa del consorzio costa 25-30mila euro l’anno, tra spese fisse, riscaldamento, luce, telefono, sito internet e dipendenti. E le risorse arrivano dalle quote sociali che versa ogni Pro loco e dalle attività che organizziamo. Ogni tanto qualche soldino arriva per progetti specifici dalla Regione, il resto è tutto volontariato. E l’aver cancellato il Gal Terra Berica per noi è stato un duro colpo».

L’ente, messo in liquidazione a fine 2016, intercettava i finanziamenti europei dedicati allo sviluppo rurale e attraverso bandi portava risorse a enti e associazioni. Anche al Consorzio. «Così ci è stato tolto uno strumento importante – continua Penzo –. Ora ci sono due strade: o la politica ripristina il Gal, oppure i Comuni potrebbero pensare ad un contributo di 500 euro ciascuno, che porterebbe in cassa 12 mila euro l’anno, magari per un’altra impiegata part-time. Il problema dei finanziamenti resta. Non servirebbe chissà cosa per fare molto. Ma la mancanza di risorse rende difficile anche completare i cartelloni sui percorsi esistenti».

Il Consorzio non si è perso d’animo. Nei prossimi mesi sono previste 20-25 uscite, oltre alla partecipazione con uno stand alla “Fiera del Soco” a Grisignano e al “Festival delle Pro loco” a Piazzola. Fino a novembre continuano le visite guidate “Il Sabato in Villa e Domenica sui Colli” alla scoperta dei tesori artistici e architettonici. E si lavora su nuovi itinerari.

«Stiamo predisponendo il “Cammino delle Marie”, di 75 chilometri, da Chiampo a Lonigo, in Val Liona, poi Barbarano, Quinto per raggiungere Monte Berico toccando tutti santuari – conclude Penzo -. Si lavora anche sull’anello cicloturistico da Torri a Quinto, Grantorto, Grisignano per tornare a Grumolo. E sul Green Tour che dovrebbe sfruttare la Treviso-Ostiglia e diventare una grande ciclabile. Grisignano sta progettando il proprio tratto. Manca la parte da Montegalda a Cologna Veneta. La nostra filosofia è mettere in relazione tutti gli itinerari per consentire ai visitatori di costruire il proprio percorso».

Luisa Nicoli
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