«Soffro a veder uccidere uccellini: sono animalista?»

Supponiamo che vengano accolte tutte le richieste dei cacciatori, ci si deve chiedere: la qualità della vita degli altri (animali compresi), sarebbe migliore o peggiore...?
06/03/2010

Supponiamo che vengano accolte tutte le richieste dei cacciatori, ci si deve chiedere: la qualità della vita degli altri (animali compresi), sarebbe migliore o peggiore? Sentire sparare intorno ancora più frequentemente e per più mesi mentre si passeggia per montagne o campi o litorali marini, sarebbe cosa più simpatica? Ho letto sul giornale che il 9 marzo ci sarà una manifestazione a Roma dei cacciatori per sostenere la cultura rurale e la lotta contro il sommerso nei traffici di animali. Temo ci sia un po' di distorsione del significato di "cultura rurale" (significa forse ammazzare per divertimento?) e un po' di ipocrisia nella "lotta al sommerso" (cioè basta vincoli così non dobbiamo fare le porcherie di nascosto?). C'è poi la questione dell'indotto economico. Ebbene se c'è una diminuzione di cacciatori significherà che le persone preferiscono spendere in altri settori anch'essi motori dell'economia. Non so se sono animalista o no: se ad un animalista fa dispiacere vedere un animale soffrire o impallinare un uccello che mi allieta il cielo, allora sono animalista.

Carlo Lanza (Vicenza)




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