"Perché a Malo quell'auto civetta era nascosta?"

Cortesemente, Sig. Direttore, vorrei raccontare quanto accadutomi sabato 13 Febbraio tra le ore 10.00 e le 10.10 circa nella prima periferia di Malo.
03/03/2010

Cortesemente, Sig. Direttore, vorrei raccontare quanto accadutomi sabato 13 Febbraio tra le ore 10.00 e le 10.10 circa nella prima periferia di Malo.
Arrivando da Priabona, dopo aver superato le varie rotatoria che si incontrano lungo il percorso e che portano sulla ex SS 46 per Schio, mi immetto sulla stessa dopo aver impegnato la bella ed adobbata rotatoria riportante il nome del comune di Malo e mi dirigo verso il centro Scledense con un po’ di premura, visto il leggero ritardo sui tempi che mi ero posto. A quel punto vengo attirato da un lampeggiare di fari da parte di un automobilista che procede in senso inverso al mio, penso subito di non aver acceso i fari e quindi controllo, tutto a posto, contemporaneamente pero’ vedo lo stesso automobilista letterallmente sbracciarsi indicandomi il lato della strada, la mia destra, a quel punto noto, a circa 150 mt dopo la rotatoria ferma in una piazzola che presumibilmente era sede di cassonetti per i rifiuti urbani o un piu’ semplice accesso a fondo agricolo, un’ auto scura, forse una FIAT Bravo, senza alcun tipo di segni riconducibili ad un’ auto appartenente ad un corpo di Polizia, Vigili Urbani o simili, noto pero’ che appoggiato a terra e al paraurti posteriore coprendo, non so se volutamente, la targa, la presenza di un cartello che una volta giunto ad una distanza sufficiente per leggerlo, 15/20 mt massimo, mi fa’ capire che trattasi di auto civetta per il “controllo” della velocita’ dei veicoli, cosa poi confermata quando una volta giunto all’ altezza dell’ auto stessa scorgo all’ interno del finestrino laterale posteriore l’ apparato di rilevazione della velocita’ e per mezzo del mio specchietto noto, in maniera inconfutabile, collocata sul cruscotto una bella e smaliante macchina fotografica pronta ad immortalare il reo di turno. Preciso che in quel momento non superavo i 55/60 km all’ ora, era impossibile vista la vicinanza della rotatoria poter oltrepassare tale velocita’, ma quello che piu’ mi stupisce e’ il sistema del tutto “biricchino”, definiamolo cosi’ per non usare altri termini, adottato per aggirare la regola che impone alle forze preposte al controllo del traffico veicolare, tutte le forze, nel porre in posizione ben visibile e ad una distanza congrua il segnale di presenza di un apparato di rilevazione della velocita’ sulle strade urbane ed extraurbane sia esso fisso od accasionale.
Il controllo del traffico e la velocita’ dello stesso in particolare, e’ cosa sacrosanta ed assolutamente giusta, un conto pero’ e’ esercitarlo nel rispetto delle regole e un conto e’ farlo in modo, continuo a definirlo amichevolmente, “biricchino”. Spero non serva questo solo ed esclusivamente a far cassa nei nostri, pur economicamente ansimanti, comuni e non pretendino questi operatori dell’ ordine che gli automobilisti non si ingegnino nell’ aiutarsi con fanali, gesti e quant’ altro per segnalare la loro presenza, soprattutto quando, come in questo caso, si attua un vero e proprio “agguato” al nemico automobilista di turno.

Luciano Lorenzi




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1 fuorigioco185 03/03/2010 18:31 3 commenti

Buongiorno.ho frequentato Malo parecchie volte perche avevo la nonna nella casa di riposo del paese.ho notato molto spesso anch'io un auto civetta posta in uno spiazzo prima della rotatoria arrivando da Schio.Sembra lo facciano apposta a nascondersi così.Quella del cartello appoggiato al paraurti della macchina l'ho vista anch'io un giorno al ponte dei schiri a Cogollo del cengio.Non trovo sia giusto avere comportamenti cosi deprecabili sopratutto da parte delle forze dell'ordine...

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