«Sì ai nuovi orari, ma alla scuola servono risorse»

Qualora venisse realizzata, l’iniziativa dell’assessore regionale Elena Donazzan di ripartire il tempo scuola su cinque giorni con il fine settimana libero, incontrerebbe
27/01/2010

Qualora venisse realizzata, l’iniziativa dell’assessore regionale Elena Donazzan di ripartire il tempo scuola su cinque giorni con il fine settimana libero, incontrerebbe certamente un vasto consenso da parte di molti genitori. Tra essi, non potrebbero mancare quei cinquanta vicentini e lavoratori, i quali, rappresentati dalla signora Benedetta Miniutti, hanno rivolto allo stesso assessore con una lettera pubblicata il 20 maggio 2008, un accorato appello, affinché le scuole venissero riaperte “al più tardi il 9 settembre” dello stesso anno, lamentando insormontabili difficoltà nella gestione dei figli per un eccessivo protrarsi delle vacanze estive. Effettivamente, l’odierna e crescente frenesia per il dovuto lavoro, l’assiduo studio, la ricercata informazione mediatica, i pressanti acquisti e il divertimento spesso smodato, prevale sempre di più sulla salutare calma; recuperare e dedicare allora frazioni di tempo all’ascolto, al dialogo, alla confidenza e alla condivisione in famiglia, favoriscono la concordia e l’armonia fondamentali per la saldezza della stessa, specialmente qualora si avvertono i rischi di un possibile sfaldamento.
Tuttavia, cambiare profondamente il quadro orario scolastico, inserendovi sistematiche attività didattiche anche pomeridiane, richiede necessariamente ingenti dispieghi di risorse economiche e adeguate dotazioni strutturali da parte degli enti locali proprietari delle scuole. Lunghi, infatti, sono stati i tempi impiegati dai comuni, soprattutto medio-piccoli, per affinare l’erogazione dei servizi scolastici come l’organizzazione modulare, introdotta un ventennio fa, richiedeva, poiché non tutte le scuole erano immediatamente dotate di un locale idoneo per la mensa, di un’ampia ed attrezzata palestra e di spazi per i laboratori. Anzi, ancora oggi in alcune realtà locali, il servizio di refezione e lo svolgimento delle attività ludiche-sportive, vengono svolti con notevoli disagi per gli alunni, i quali vengono trasportati “a navetta” dai plessi periferici a una scuola del capoluogo di più recente costruzione e quindi meglio strutturata. Pertanto, affinché da tale progetto regionale le famiglie degli studenti possano trarre i massimi vantaggi e la qualità della scuola s’innalzi a livelli sempre più alti, si rivela prioritariamente necessario portare a compimento tutte quelle opere che ne permettano la stessa realizzazione.
Distinti saluti.

Perin Riccardo




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