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18 dicembre 2014

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05.09.2013

Bassano, due anni per il tribunale
Il Ministero pensa alla proroga
Zaia: 'Non deve essere un'agonia'

La senatrice Filippin: "L'orientamento prevalente è il mantenimento di dieci tribunali per due anni per smaltire le cause civili"

Il tribunale di Bassano
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BASSANO. ORE 19,25 IL TAGLIO DEI TRIBUNALI IN VIGORE DAL 14 SETTEMBRE. Il taglio dei tribunali previsto dalla riforma della geografia giudiziaria entrerà in vigore, come previsto, il 14 settembre, ma al fine di smaltire l’arretrato civile il Guardasigilli Annamaria Cancellieri ha autorizzato la prosecuzione dell’attività in otto tribunali soppressi, scelti in base al numero degli abitanti o delle cause. La decisione è stata adottata con un decreto ministeriale (in applicazione dell’art. 8 del decreto legislativo n. 155 del 2012) che autorizza - per un periodo di due anni - «la trattazione dei procedimenti civili ordinari e delle controversie in materia di lavoro, di previdenza e assistenza obbligatoria pendenti alla data del 13 settembre 2013 presso un numero limitato di sedi soppresse nell’ambito della riforma della geografia giudiziaria». L’intervento - spiega il ministero della Giustizia - «riguarda i Tribunali soppressi di maggiore dimensione per popolazione amministrata o per indice delle sopravvenienze ed è diretto a evitare che le procedure di accorpamento possano ritardare la definizione dei procedimenti civili» pendenti. La selezione, viene spiegato, è stata effettuata con riferimento alle sedi soppresse caratterizzate da una di queste due caratteristiche: o da un numero di abitanti superiore a 180.000 unità (corrispondenti alla metà della media nazionale dei tribunali provinciali assunta quale parametro di riferimento nell’attuazione della legge delega), oppure da una sopravvenienza media annuale di 6.874 affari complessivi (corrispondente alla media delle sopravvenienze dei tribunali con popolazione superiore a 180.000 abitanti). Così, in relazione al primo parametro, sono stati individuati i tribunali di Alba, Bassano del Grappa, Pinerolo e Vigevano; con riferimento al parametro della domanda di giustizia, invece, i tribunali di Chiavari, Lucera, Sanremo e Rossano (dove si svolgeranno anche i dibattimenti penali relativi ai procedimenti pendenti alla data del 13 settembre 2013). Al ministero della Giustizia sottolineano che, come previsto, «la riforma entrerà in vigore il prossimo 14 settembre, senza alcun ripristino di Tribunali soppressi, ma consentendo che i soli processi civili pendenti presso le sedi soppresse sopra indicate siano trattati in tali sedi, e ciò al fine di accelerare la loro definizione». La decisione - in un contesto caratterizzato da continue prese di posizione, proteste e scioperi della fame contro la soppressione dei vari uffici giudiziari - dovrebbe contribuire a rasserenare il clima nei territori interessati dai tagli, ma non tutti accolgono con favore la decisione. Tra questi il governatore del Veneto, Luca Zaia (interessato in particolare alle sorti del tribunale di Bassano del Grappa), secondo cui la proroga apre «timori di un’agonia inaccettabile». Così come «inaccettabile - dice - è un progetto che vede svuotare il tribunale della quasi totalità delle competenze, lasciandogli la mera gestione delle cause civili pendenti». L’auspicio del governatore è che «questo limbo di due anni ci consenta di risolvere positivamente questo guaio creato da Roma e non dai veneti».

ZAIA: "IL PROVVEDIMENTO SI PUO' LEGGERE IN DUE MODI" I due anni ulteriori di apertura che il ministero della Giustizia ha stabilito tramite decreto per otto tribunali destinati alla chiusura, fra cui quello di Bassano del Grappa, aprono «timori di un’agonia inaccettabile». È il commento del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. «È possibile dare due letture a questo decreto: quella più tragica è che si prolunga un’agonia per due anni ed è quella inaccettabile a cui la Regione continua ad opporsi assieme a tutto il territorio», ha spiegato. Esiste, tuttavia, un’ipotesi «più favorevole», che è quella in cui «questo limbo di due anni ci consente di risolvere positivamente questo guaio creato da Roma e non dai veneti».
Per Zaia, tuttavia, «resta comunque inaccettabile un progetto che vede svuotare il tribunale, secondo quanto scritto nel decreto, della quasi totalità delle competenze, lasciandogli la mera gestione delle cause civili pendenti: se il buongiorno si vede dal mattino non è un buongiorno, ma siccome siamo convinti di essere dalla parte della ragione e che quello di Bassano non sia un tribunalino, e siccome non vogliamo pagare gli errori fatti a Roma, continueremo ad oltranza a difendere le nostre ragioni». Il tribunale della città vicentina, ha concluso il presidente del Veneto, «rappresenta l’efficienza, visto che risolve una causa in due anni e mezzo, cosa impensabile a livello nazionale. È costato 12 milioni di euro e aspetta solo i magistrati: non saremo noi ad avvallare la Gioia Tauro del Nord».

ORE 13,03 ORE CRUCIALI PER IL TRIBUNALE DI BASSANO. Ore cruciali per il Tribunale di Bassano. C’è attesa per le dichiarazioni della guardasigilli Anna Maria Cancellieri, sul futuro degli uffici bassanesi destinati alla chiusura. Secondo quanto riferisce la senatrice del Pd Rosanna Filippin, il ministero avrebbe optato per una salvezza temporanea e condizionata: “L’orientamento prevalente – scrive Filippin in una nota – è il mantenimento in vita di una decina di tribunali per un paio d’anni, in attesa che siano smaltite le cause civili”. Tradotto in chiave bassanese, significa il trasferimento immediato del penale a Vicenza. Tutta la parte Civile resterebbero in città. Alla fine dei due anni il ministero si riserverebbe la possibilità di tornare sulle proprie decisioni. “Se così fosse – chiude la senatrice democratica - cominciando a lavorare subito, avremmo due anni di tempo per convincere il ministero a riportare il tribunale alla piena efficienza”. Lorenzo Parolin

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