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30 agosto 2014

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29.04.2013

Veneto Stato escluso per sette firme
Per 15 fuori anche Indipendenza Veneta

DOPPIO COLPO DI SCENA. Come anticipato ieri si è risolto il “giallo” della lista venetista: molte sottoscrizioni sono state rifiutate perché non corrette. La commissione circondariale ne ha ritenute valide solo 343. Il partito del candidato Lovat non si presenterà alle Comunali. Stessa sorte anche per il candidato Marobin: mancano 15 firme

Un momento della presentazione delle liste in Comune con le firme necessarie. COLORFOTO
Un momento della presentazione delle liste in Comune con le firme necessarie. COLORFOTO
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VICENZA. ORE 19.50 MANCANO 15 FIRME: INDIPENDENZA VENETA ESCLUSA. Anche il candidato sindaco Marobin e la lista che lo sosteneva, Indipendenza Veneta, sono stati esclusi dalla competizione elettorale per Palazzo Trissino. Alla fine dei conti, e dopo il vaglio sulla validità delle firme presentate, mancano all'appello 15 nomi. Dopo Veneto Stato, dunque, un altro movimento indipendentista è stato escluso.

ORE 9.30 VENETO STATO ESCLUSO: MANCANO 7 FIRME. Niente da fare. Veneto Stato non si presenterà alle prossime elezioni amministrative. Il “giallo” anticipato nella giornata di ieri si risolve nel peggiore dei modi per il partito capitanato da Davide Lovat. La commissione circondariale elettorale ha respinto la lista depositata venerdì. Più di cinquanta firme sono state bocciate. E la quota minima di 350 non è stata raggiunta per sole sette sottoscrizioni.
CORSA A UNDICI. Scendono così a undici i candidati sindaco che si sfideranno il 26 e 27 maggio. Dopo la presentazione a sorpresa di Equizi, che aveva fatto salire il numero degli sfidanti a 12, arriva un altro colpo di scena, che riporta la conta dei pretendenti a quota undici. Con 18 liste totali. Lovat non ci sarà. Gli unici indipendentisti saranno i candidati di Indipendenza Veneta, guidati da Mauro Marobin.
L'ESCLUSIONE. Prima di guardare avanti è necessario capire cosa è accaduto nelle ultime 48 ore. «Siamo stati esclusi - commenta Davide Lovat - non c'è molto da aggiungere». L'ex leghista si dice «rammaricato» e cerca di spiegare quanto accaduto a palazzo Trissino negli ultimi due giorni. «Avevamo raccolto 401 firme - racconta - e già al momento della presentazione della lista ne hanno rifiutate più di trenta, anche per cognomi sbagliati di una sola lettera». Ma la parola definitiva è arrivata solamente ieri mattina. «Hanno convocato il nostro segretario Ruggero Zigliotto - aggiunge - comunicando che la nostra lista era stata esclusa perché altre firme non avevano ricevuto l'ok della commissione in quanto doppie». Una selezione che ha portato a ritenere valide solamente 343 sottoscrizioni: «Sette in meno di quelle necessarie. Mi sembra molto strano».
Tutti i particolari sul Giornale in edicola.

Nicola Negrin
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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