Il volume alto costa 5 mila euro

LA STORIA. Un giovane era stato denunciato: disturbo della quiete pubblica. S'è opposto al decreto penale di condanna. La procura gli aveva fatto recapitare una maxi sanzione  per aver fatto impazzire i vicini di casa con lo stereo al massimo
01/08/2012
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Le casse dello stereo a tutto volume. Poi è scatta la segnalazione

Vicenza. La musica troppo alta gli costa davvero cara. Per l'esattezza, una multa da 5.280 euro. IL DECRETO. È quella che la procura ha fatto recapitare a Pablo Rogeiro Gonzalez Rayo, 27 anni, nato in Brasile ma cittadino italiano. Il giovane ha ricevuto un decreto penale di condanna per disturbo della quiete pubblica, ma non lo pagherà. Assistito dall'avv. Casarotto ha preferito infatti opporsi al decreto e farsi processare, ed è in attesa che sia fissata l'udienza per convincere il giudice che no, lui non ha disturbato i vicini e che si è comportato correttamente.  IN ESTATE. Era l'estate del 2009. All'epoca Gonzalez, che oggi risulta domiciliato a Bassano, viveva in un appartamento di via Guicciardini, nel quartiere residenziale che sorge nella zona delle piscine comunali. Abitava in un complesso condominiale con numerose altre famiglie, ma a detta dei vicini non aveva appreso molto le regole del buon vivere comune. O meglio, il giovane si sarebbe comportato correttamente e non avrebbe mai creato fastidi; ma aveva il vizio di ascoltare la musica ad un volume decisamente troppo elevato. In estate, con tutte le finestre aperte per fronteggiare il caldo, quei decibel si sentivano tutti.  LE SEGNALAZIONI. Per questo, alcuni vicini gli avevano fatto presente che doveva abbassare il volume. Da quanto è emerso, quei concerti fuori programma avvenivano in orari diversi; raramente di notte, più spesso di sera o durante il primo pomeriggio. In ogni caso, però, anche se la musica veniva ascoltata non in orari di silenzio, sarebbe stato comunque esagerato il volume. «Ascolta, io non sento la televisione in casa mia o quando mia moglie mi telefona sono costretto a farmi ripetere le cose tre volte perchè proprio non capisco cosa dice. Devi abbassare il volume», gli aveva spiegato uno dei vicini più tolleranti.  I VIGILI. Gonzales non avrebbe ascoltato i consigli dei vicini, ma si sarebbe limitato a chiudere le sue finestre. Esasperate, alcune famiglie avevano a quel punto avvisato le forze dell'ordine; nel corso dell'estate di tre anni fa i vigili urbani effettuarono almeno tre sopralluoghi, nel corso dei quali in primo luogo poterono verificare che i decibel erano troppi; in secondo, chiesero al giovane di limitarsi e di abbassare il volume. La situazione tornava tranquilla, per un po', ma poi il giovane avrebbe ripreso. La polizia locale comunque lo segnalò in procura, e il pubblico ministero Peraro lo iscrisse sul registro degli indagati. Successivamente, al termine delle indagini preliminari, fece emettere il decreto penale di condanna a carico del giovane; una multa prevista per i reati meno gravi, che dà la possibilità di opporsi. Nel frattempo, Gonzales si trasferì da via Guicciardini con sollievo del vicinato.  IL PROCESSO. Il giovane però affronterà il processo. Ha scelto di non pagare. «Io non ho disturbato nessuno».  

Diego Neri

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