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29 agosto 2014

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26.07.2012

Sale gioco al Tar
Comune contro i sì della questura

IL CASO. Cambio di passo nella lotta contro il proliferare di attività. Palazzo Trissino impugna cinque autorizzazioni L'assessore Pecori: «Non è un atto contro il questore È una battaglia di civiltà e per la nostra autonomia»

La sala scommesse di viale Mazzini, una di quelle “contestate”
La sala scommesse di viale Mazzini, una di quelle “contestate”
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Vicenza. Una battaglia senza esclusione di colpi. il Comune ricorre al Tar nientemeno che contro la questura di Vicenza. La lotta politico-legale intrapresa dalla Giunta Variati contro il proliferare delle sale scommesse in città si arricchisce di un nuovo e inaspettato capitolo: Palazzo Trissino, con una decisione di giunta, impugna davanti al Tribunale amministrativo regionale i provvedimenti con i quali la questura berica ha autorizzato l'apertura di cinque nuove sale da gioco in città.  Fosse una partita di calcio, questa sarebbe una svolta tattica “sacchiana”: basta catenaccio, adesso il Comune ha deciso di menare le danze. Sindaco Achille Variati contro questore Angelo Sanna? «No, non è questo il punto - spiega Massimo Pecori, assessore comunale agli affari legali -. Il nostro non è un atto contro il questore, che ha dovuto seguire i dettami di una circolare ministeriale, ma proprio contro le indicazioni ministeriali. Agiamo in autotutela per affermare il principio garantito dalla Costituzione che riserva al Comune il potere di governare il suo territorio». La vicenda si protrae da mesi ed è stata finora alquanto articolata. Il Comune, per contrastare la diffusione di sale da gioco e scommesse, ha assunto una serie di provvedimenti a partire dello scorso inverno. Dapprima ha approvato un regolamento per proibire l'apertura delle sale vicino a luoghi sensibili come scuole, chiese, ospedali e strutture sanitarie, nonché siti culturali protetti dall'Unesco, così tutelando il centro storico. Il Comune agisce anche sul fronte della tutela della salute pubblica, in ottica preventiva rispetto alle patologie legate alla “febbre da gioco”. Al regolamento ha fatto seguito una variante alle norme tecniche di attuazione, un provvedimento in materia urbanistica approvato dal Consiglio comunale, che recepiva e rafforzava gli stessi divieti. Alla luce di quelle decisioni del Comune, la questura aveva inizialmente espresso un diniego alla richiesta di autorizzazione all'apertura di sale scommesse (la competenza è del questore). Nel frattempo, però, aveva anche posto un quesito al ministero dell'Interno per avere indicazioni sulla linea da tenere. Il Ministero, in risposta ha sostanzialmente stabilito che non debbano essere tenute in considerazione le disposizioni comunali ove, come in questi casi, la competenza è della questura. Perciò i vertici di viale Mazzini hanno dapprima revocato i dinieghi e poi rilasciato le autorizzazioni. Ora il Comune ricorre contro queste autorizzazioni. Cinque quelle impugnate per presunta illegittimità: si tratta dei provvedimenti emessi dalla questura per le attività di viale Mazzini 25, di viale S. Lazzaro 126 e 171, via IV Novembre 15 e corso Santi Felice e Fortunato 267. Tre di queste avevano già aperto i battenti e il Comune ha revocato (o negato) loro l'agibilità. «Non è un atto contro il questore - ribadisce Pecori - così come i suoi non erano atti contro il Comune, ma atti dovuti in base alle direttive ministeriali. Noi difendiamo l'autonomia del Comune e a tutela della salute della cittadinanza. La consideriamo pertanto una battaglia di civiltà». Il questore Angelo Sanna, in merito al ricorso del Comune, non intende rilasciare commenti.

Marco Scorzato
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