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23 settembre 2014

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30.04.2012

Vicenza di nuovo a Cagni la decisione
è di Masolo. Domani sfida a Pescara

LA SVOLTA. Dopo la sconfitta con la Nocerina, un lungo Cda e una notte di riflessioni e confronti. Chiamato al posto di Baldini ed esonerato quasi due mesi fa: ora torna. Era sotto contratto (mai rescisso): la salvezza vale 200 mila euro in più

Gigi Cagni aveva sostituito Silvio Baldini dalla 9a giornata ed era stato esonerato dopo la 29a. Ora torna
Gigi Cagni aveva sostituito Silvio Baldini dalla 9a giornata ed era stato esonerato dopo la 29a. Ora torna
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Vicenza. Dire che le porte dello spogliatoio dell'allenatore del Vicenza sono girevoli è dir poco: basti dire che Gigi Cagni in lizza in estate per succedere a Maran e accantonato in favore di Baldini, è stato poi chiamato a prendere il posto del tecnico toscano ma poi a sua volta esonerato e da ieri richiamato, stavolta al posto di Beghetto, che lo aveva rimpiazzato. Se nel girotondo avete perso l'orientamento è normale, basti sapere che da ieri Gigi Cagni è di nuovo al timone e che questo è il terzo cambio in panchina della stagione. La nuova svolta è arrivata dopo il disastroso k.o. in casa con la Nocerina e un lungo consiglio di amministrazione nella notte, non senza discussioni e opinioni diverse. Ecco la cronistoria del ritorno di Cagni. IL CDA. Sabato sera si riunisce il massimo organismo dirigenziale, la riunione va avanti fino a tarda notte. Ci sono il presidente Massimo Masolo, i vicepresidenti Dario Cassingena e Gian Luigi Polato, i consiglieri Tiziano Cunico e Paolo Cristallini. Sul tavolo le opzioni sono tre: andare avanti con Beghetto-Zanini, richiamare Cagni, virare su un nome nuovo, e circola quello di Lerda. Si valutano tutti gli aspetti, compresa la ristrettezza dei tempi, visto che domani ci sarà il turno infrasettimanale e il Vicenza giocherà a Pescara. IL COMUNICATO. Il pendolo oscilla a lungo tra le differenti soluzioni, anche dopo la chiusura formale del Cda, al termine del quale esce perfino un comunicato ufficiale sul sito del club nel quale si dice che viene confemata la fiducia a Beghetto. Ma è una notte agitata, dormono tutti pochissimo i dirigenti di via Schio e la mattina dopo cambiano le scelte. IL PRESIDENTE. È Massimo Masolo a orientare in modo decisivo la scelta, convinto da subito di dover fare qualcosa per non lasciare affondare una barca che con Beghetto al timone, malgrado la buona volontà che gli viene riconosciuta, ha dimostrato nei fatti di non galleggiare. Il Consiglio, all'atto della sua nomina, gli ha garantito e affidato pienezza di poteri decisionali, anche se non è titolare di quote azionarie, e quei poteri Masolo esercita per sbloccare la situazione. RICHIAMATO. Cagni era ancora sotto contratto fino a giugno, non avendo mai rescisso, però è chiaro che chiedergli di tornare per le ultime cinque partite e in una situazione così difficile per non dire quasi disperata ha un suo prezzo. Il tecnico bresciano è disposto a scommettere sulla salvezza e la posta è alta: sembra che abbia chiesto 200 mila euro di premio se riuscirà a farcela, in caso contrario prenderà il mensile di prima, accettato al ribasso quando era arrivato al posto di Baldini pur di rientrare in gioco dopo la lunga lontananza dalla panchina. RICHIESTA. Aspetti economici a parte, Cagni chiede di potersi giocare la scommessa-salvezza a modo suo, in pratica è la richiesta di fare un passo indietro a tutti gli altri, dirigenti e componenti dello staff, lasciando a lui (e ad Ambrosio, suo collaboratore per la parte atletica) la responsabilità di gestire il gruppo-squadra. BUDGET. C'è pure un problema di costi, tanto più che nell'integrazione del contratto c'è anche l'opzione-rinnovo nel caso in cui Cagni riesca nell'impresa-salvezza. Si discute ancora tra i dirigenti, poi anche in questo caso sembra sia Masolo a tagliare la testa al toro, impegnandosi per garantire la copertura. PASQUALIN. Entra in scena l'agente di Cagni, Claudio Pasqualin. L'avvocato vicentino che aveva programmato un fine settimana al mare, cambia direzione di marcia e punta verso via Schio, dove nella palazzina degli uffici poco prima delle 11 di ieri mattina vengono apposte le firme. Ci sono Dario Cassingena, amministratore delegato e anche Cristallini e il diesse Schwoch. Ci sono espressioni del volto che dicono più delle parole e basta interpretarle per intuire che la decisione di Masolo non dev'essere stata condivisa da tutti, anzi. Alcune differenza d'opinione sono rimaste. Ma ormai la decisione è presa. IL PRESIDENTE/2. Masolo si cala anima e corpo nel ruolo di presidente. Dopo la notte di colloqui e trattative, è pronto a partire per Imola per incontrare Cagni, che nel frattempo ha lasciato la Liguria, dove ha casa, per unirsi alla squadra, che poco prima di mezzogiorno era partita in pullman da via Schio con il team manager Ometto. Insieme proseguiranno tutti per Pescara, dove in tarda serata era previsto anche l'arrivo di Schwoch. E domani si torna in campo: Cagni riprenderà il filo del suo discorso a casa di Zeman, contro il Pescara in lotta per la promozione. E comunque sia ci voleva anche coraggio da parte sua per rimettersi in gioco e credere ancora in questo Vicenza.MA. MA.

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