Recoaro, «Tra un anno mi dimetto»

RECOARO. L'appello del sindaco alle opposizioni per uscire dall'impasse amministrativo con la clamorosa promessa: «Il patto però è che le minoranze convergano su un programma riguardo a scuole e Terme. In caso contrario andrò avanti»
04/02/2012
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Il sindaco Franco Perlotto

Recoaro. Sindaco Perlotto, per uscire dall'impasse amministrativo in cui siete finiti, lei si appella alla buona volontà delle opposizioni, per realizzare due progetti decisivi per il paese. È giunto il momento di unire le forze per il bene di Recoaro, concentrandoci sulle questioni strategiche: scuole e Terme. Possiamo progettare la scuola del futuro in tempi brevi. È risaputo che a causa di problemi strutturali i bambini e i ragazzi delle elementari e delle medie del Floriani si sono trasferiti dopo le vacanze nei container. Poi c'è il problema fonti. Chiedo alle forze locali, politiche e civiche, di anteporre gli interessi particolari e, ai consiglieri comunali, di impegnarci con spirito di servizio per il paese su questi due temi. Lei chiede collaborazione alle opposizioni, ma da parte sua che impegno offre in cambio? Nei primi mesi del 2013 mi dimetterò in modo da poter andare al voto con un anno di anticipo rispetto alla fine naturale del mandato per dimostrare che non sono attaccato alla poltrona. Perché non lasciare ora come da più parti le viene richiesto? No, per due motivi. Uno, di ordine tecnico: ormai non ci sarebbero i tempi per andare al voto in primavera; ma soprattutto perché non scappo di fronte ai problemi del mio paese: non l'ho mai fatto e non ho intenzione di cominciare ora. Lasciare in questo momento significherebbe gravare il commissario di problemi che solo un sindaco può risolvere.  Quali? In primis tutti assieme dobbiamo iniziare a lavorare sulle scuole per capire se sia possibile recuperare la vecchia struttura o sia meglio costruire un nuovo edificio. Stiamo completando la chiusura della piastra San Giorgio che sarà usata come palestra dagli studenti. Il governo Monti ha varato un bando per l'edilizia scolastica di 500 milioni di euro una parte dei quali sono destinati al Veneto. Noi siamo pronti visto che già tra il 2009 e il 2010 avevamo presentato il progetto di una nuova scuola. Andremo a bussare a Venezia.  E sulle fonti come intende procedere? Col rilancio dell'immagine turistica di Recoaro. Alcuni finanziamenti regionali sono oggi stanziati, 375 mila euro, e altri sono in arrivo. Si devono portare a termine le azioni per renderli operativi. Stiamo lavorando a stretto contatto con l'assessore regionale al turismo Finozzi e con l'amministratore unico delle Terme Abalti. Tornando all'appello alle opposizioni, cosa potrebbe accadere nel governo cittadino? Non escludo nulla, siamo aperti al dialogo. Non chiudo la porta ad un rimpasto di giunta, insomma le opposizioni governeranno con noi, un esecutivo di larghe intese. Mi appello quindi alle forze politiche locali e ai singoli consiglieri di buona volontà che hanno la responsabilità del voto in Consiglio comunale per trovare con me, in tempi rapidi, un'intesa di programma per traghettare il paese verso nuove elezioni libere e coscienti, dove tutte le forze politiche e civiche potranno proporre ai cittadini la loro linea programmatica. E se il suo invito non fosse raccolto? Di sicuro non mi dimetterò. Non ci penso nemmeno. Andremo avanti fino a che i voti ce lo permetteranno, visto che sono stato eletto democraticamente. Prepareremo il bilancio nel miglior modo possibile ed è probabile che alcuni capitoli di spesa riguarderanno i fondi per l'istituto Floriani. Così potremo misurare, in caso di voto contrario, il senso civico delle opposizioni.

Luigi Cristina

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